Puerto Natales ed il Parco Nazionale Torres del Paine

Per arrivare a Puerto Natales in Cile da Ushuaia abbi­amo preso un auto­bus e final­mente dopo un viag­gio molto lungo durato 15 ore, ed avere pas­sato 2 fron­tiere siamo arrivati in Cile. Quando sal­immo sull’ auto­bus l’autista ci ha avvisato che non si poteva pas­sare la fron­tiera con ali­menti di orig­ine ani­male o veg­e­tale, con piante o miele e che se ti sco­prono paghi una multa di 500 USD. Noi ave­vamo “solo” due hg di pro­sciutto e uno di for­mag­gio per fare dei panini, quindi abbi­amo pen­sato il da farsi ed alla fine c’erano due alter­na­tive: buttare via tutto o man­gia­rselo prima di arrivare alla fron­tiera. Optammo per la sec­onda opzione, l’unico prob­lema è che alla fron­tiera ci saremmo arrivati a mez­zo­giorno e ave­vamo panini suf­fi­ci­enti per il pranzo e la cena quindi ce li siamo but­tati giù per le orec­chie tanto che quasi ci veniva la nau­sea però almeno non lo abbi­amo but­tato. Arrivati alla fron­tiera Cilena ci fecero pas­sare tutte le valigie e gli zaini in uno scan­ner e per for­tuna non hanno “scaner­iz­zato” anche noi se no trova­vano tutto l’affettato ed il for­mag­gio hahaha!!! Dopo alcune ore di viag­gio in ter­ri­to­rio Cileno vivemmo un’altra avven­tura, si ruppe il freno dell’autobus e quindi abbi­amo dovuto aspettare un’ora prima che il nos­tro autista tut­to­fare mec­ca­nico lo riparasse. Tutto som­mato fu un’esperienza molto diver­tente per­ché quando l’autobus si fermò i due autisti sce­sero e dal pull­man solo si ascolta­vano i due par­lare a voce super alta. Nes­suno sapeva cosa fosse suc­cesso, nes­suno aveva il cor­ag­gio di chiedere e nep­pure di scen­dere dall’autobus. Nel frat­tempo nell’autobus faceva molto caldo e dopo una ventina di minuti qual­cuno ebbe il cor­ag­gio di scen­dere e a ruota anche tutto il resto dei passeg­geri. Eravamo nel bel mezzo della steppa Cilena dove non c’era asso­lu­ta­mente nulla e la strada era di terra e pietre, una strada di cam­pagna per capirci; l’unica cosa è che questa è la strada prin­ci­pale che va da Ushuaia a Puerto Natales per altro abbas­tanza fre­quen­tata . Diver­tendoci ad osser­vare i due poveri autisti che diven­ta­vano matti per cer­care di riparare il freno facemmo conoscenza con una cop­pia Cilena che era in vacanza, lei era una pro­fes­soressa uni­ver­si­taria, e tra una chi­ac­chera e l’altra ci con­sigliarono alcuni posti da andare a vedere.

Arrivammo a Puerto Natales che già era abas­tanza tardi la sera, per for­tuna la famiglia che ci ospi­tava è abit­u­ata che gli ospiti arriv­ino tardi. Quando siamo entrati nella casa ci siamo trovati di fronte una colo­nia di couch­surfers c’erano quasi 20 ospiti in casa. Glo­ria e Óscar sono due per­sone incred­i­bili che hanno ospi­tato ed ospi­tano un sacco di gente, e questa volta non era un’eccezione, la casa era più che com­pleta e noi ci sis­temammo in un mat­erasso in salotto ma da subito ci siamo sen­titi come a casa. Il giorno suc­ces­sivo abbi­amo approf­ittato per riposare un po’ e preparare l’escursione di 3 giorni al parco nazionale Tor­res del Paine. Quando ci siamo alzati la mat­tina abbi­amo vis­i­tato un poco la città e ci siamo resi conto dal numero di ostelli, alberghi ed agen­zie di viag­gio che Puerto Natales vive in gran parte gra­zie ai tur­isti. Poi abbi­amo rag­giunto Oscar che lavora su un pic­colo traghetto che fa spola da Puerto Natales all’isola di fronte. Cosi abbi­amo fatto un giro, abbi­amo vis­i­tato un po’ l’isola ed abbi­amo avuto l’opportunità di vedere Puerto Natales dall’altro lato. Questi gironi li abbi­amo pas­sati in com­pag­nia di Alex una ragazza Slo­vacca e di una sua amica degli Stati Uniti. Siamo poi andati a man­giare in un ris­torante dove ci hanno servito con una lentezza da paura, da notare che quasi non c’era nes­suno, ma é andata bene così tanto noi ci stavamo rilas­sando. Al pomerig­gio siamo andati a casa e Glo­ria ci ha aiu­tato ad orga­niz­zare l’escursione al parco, alla fine i suoi con­sigli sono stati più che preziosi. Per for­tuna ci venne anche in mente di com­per­are i bigli­etti per El Calafate, la tappa suc­ces­siva, dico per for­tuna per­ché è alta sta­gione ed erano rimasti solo 4 posti nel bus. Quella sera abbi­amo preparato la cena tutti assieme ed il piatto stella è stato il pesce che Oscar aveva pescato quella stesa mat­tina. Cenare in quasi 20 per­sone è stato qualche cosa di incred­i­bile e diver­tente, c’erano Amer­i­cani, Slo­vac­chi, Francesi, Spag­noli, un Mal­tese noi e la famiglia. E come direb­bero Oscar e Glo­ria :“tutti assieme a con­di­videre momenti della nos­tra vita”


Escur­sione Parco Nazionale Tor­res del Paine

Giorno 1: Lago Pehoé – Accam­pa­mento Ital­iano – Punto Panoram­ico MIrador Francés

Il Lunedi ci siamo sveg­liati presto per­ché alle 7.30 è pas­sato a pren­derci l’autobus per andare al parco che dista uno 200 km da Puerto Natales. Dopo aver pagato l’entrata abbas­tanza cara, sopratutto per noi Europei che nor­mal­mente non paghi­amo l’entrata ai parchi nat­u­rali, abbi­amo seguito i con­sigli di Glo­ria e siamo andati a pren­dere il cata­ma­rano che ci ha por­tato da un’altra parte del parco da dove abbi­amo iniziato i nos­tri 3 giorni di cam­mi­nata. Non ave­vamo mai fatto un trekking di tanti giorni ed all’inizio è stato un po’ strano cam­minare con gli zaini (per for­tuna ne ave­vamo solo uno grande per i vestiti tenda e sacco a pelo e uno pic­colo con i viveri per i tre giorni). Il primo giorno il tempo non ci è stato amico, ha piovuto tutto il giorno a momenti di più a momenti un po’ di meno ma piog­gia costante ed un vento che a volte ti por­tava via let­teral­mente tanto che Rachele ad un certo punto ha dovuto aggrap­parsi ad un albero. Abbi­amo visto la parte del parco che si bru­ciò a causa di un incen­dio nel mese di gen­naio 2012 e fu vera­mente triste e penoso vedere tutti gli alberi e la terra neri, davano una tris­tezza infinita.
A parte la piog­gia e la parte di bosco bru­ci­ata è stato un bel giro, abbi­amo dovuto attra­ver­sare e risalire vari pic­coli rus­celli, pas­sare per ponti allo stile avven­tura quelli in cui non puoi pas­sare in più di 2 per­sone per volta e che si muovono tutti.

Nel pomerig­gio siamo arrivati al camp­ing ital­iano gra­tu­ito (ce ne sono vari nel parco ed in tutti c’è un vig­i­lante 24 ore su 24 che ti aiuta in caso di bisogno) dove abbi­amo las­ci­ato gli zaini e siamo sal­iti per un altro sen­tiero per godere di una mer­av­igliosa vista di un ghi­ac­ciaio, di una valle e di una catena di mon­tagne. Una sen­sazione di rilas­sa­mento totale.

Alla fine della gior­nata abbi­amo mon­tato la tenda e siamo andati a letto come le galline per­ché fuori faceva freddo (0–5 gradi) ed eravamo abbas­tanza stanchi. Dob­bi­amo ammet­tere che tutto il mate­ri­ale tec­nico che abbi­amo com­per­ato ci è costato caro ma ne è valsa vera­mente la pena per­ché non abbi­amo sof­ferto per nulla il freddo.

Giorno 2: Camp­ing Ital­iano – Rifu­gio de los Cuer­nos — Rifu­gio Chileno – Camp­ing Tor­res del Paine– Punto Panoram­ico Mirador Tor­res del Paine

Il sec­ondo giorno per for­tuna il tempo fu nos­tro amico c’era un bel sole inter­val­lato da nuv­ole ed un po’ di vento a favore, per­fetto per cam­minare. Abbi­amo cam­mi­nato in totale 10 ore e mezzo. La prima parte del sen­tiero pas­sava vicino a dei laghi mer­av­igliosi. Come ci aveva detto Glo­ria facendo il per­corso della W in questa direzione il vento è quasi sem­pre a favore e meno male, gra­zie Glo­ria!!!! Dopo 8 ore e mezzo di cam­mino pas­sando da un pae­sag­gio super verde ad uno super brullo per poi rien­trare in un altro super verde vedemmo la luce: il camp­ing!! Eravamo stanchi morti, quasi non ci reggevamo in piedi la gior­nata era già stata lunga ma cavolo c’era un cielo senza nem­meno una nuvola e la parte più famosa del parco le mon­tagne che for­mano la Torre del Paine si pote­vano vedere benis­simo, cosa che non sem­pre accade. Basti pen­sare che incro­ci­ammo un gruppo di ragazzi Cileni che ci dis­sero che era già la terza volta che andavamo la parco e che mai le ave­vano viste tanto bene. Quindi bando alle ciance, las­ci­ammo gli zaini in cus­to­dia al guardiano del camp­ing, man­giammo una banana, un po’ di cioc­co­lata ed alcuni pis­tac­chi e ci met­temmo di nuovo in mar­cia. Fu esten­u­ante soprat­tutto per Rachele e la sua fac­cia doveva par­lare da sola per­ché la gente le diceva: “Dai forza che ti man­cano solo 35 minuti e poi ci sei”, il sen­tiero era molto ripido e a tratti si doveva pas­sare per delle rocce, e poi ancora: “Dai forza che ti man­cano solo 20 minuti e poi ci sei” e poi: “Dai forza che ti man­cano solo 10 minuti e poi ci sei”
Arrivare in cima fu un sol­lievo e una bel­lis­sima sor­presa, stanchi morti super sudati e con un vento che quasi ti por­tava via, e loro erano li, le torri erano davanti ai nos­tri occhi splen­dide senza nem­meno una nuvola, fu uno spet­ta­colo mer­av­iglioso è stata una delle cam­mi­nate più dure della nos­tra vita (perfino più dura degli 80 km in pat­tini) ma ne è valsa vera­mente la pena!!!! Rien­trati al campeg­gio abbi­amo mon­tato la tenda, man­giato un panino veloce e ci siamo addor­men­tati.



Giorno 3: Camp­ing Tor­res del Paine – Laguna Amarga

Il giorno seguente ci ren­demmo vera­mente conto che lo sforzo del giorno prima davvero era valso la pena per­ché c’erano un sacco di nuv­ole, stava piovendo e la gente che era andata a vedere le torri non aveva potuto ved­erle.
Dopo aver smon­tato la tenda abbi­amo iniziato a scen­dere tran­quil­la­mente e ci siamo fer­mati al rifu­gio per pren­dere qualche cosa di caldo, e final­mente dopo 14 km di cam­mi­nata, per lo più in discesa, abbi­amo preso l’autobus per rien­trare a Puerto Natales. Il parco è super ben curato non c’è nem­meno una carta per terra super pulito ed il mer­ito è in gran parte dei vis­i­ta­tori che sono molto respon­s­abili e si por­tano dietro le immon­dizie. Vera­mente in Europa un parco così te lo sogni.

Rien­trati a casa di Glo­ria e Oscar, abbi­amo pas­sato un po’ di tempo con loro e i nuovi couch­surfers che nel frat­tempo erano arrivati ed abbi­amo preparato la cena, un’altra volta c’era pesce fresco di gior­nata. Durante la cena abbi­amo scop­erto delle curiosità sui Cileni: sape­vate che in Cile c’è la bot­tiglia di Coca Cola da 3 litri? E che i Cileni sono i più grandi con­suma­tori di questa bevanda? Sape­vate che Cile è il sec­ondo paese dopo Ger­ma­nia per il con­sumo di pane?
Salu­tammo la famiglia per andare a El Calafate. Glo­ria, Oscar, Bas­t­ian, Enzo y Ali­son, gra­zie per la vos­tra disponi­bil­ità e per poter con­di­videre questi giorni con voi!

 

Ushuaia: ¡alcuni giorni meravigliosi “alla fine del mondo!”

Avete pre­sente quando vi man­dano in culo al mondo???? Bhe, noi ci siamo stati!!
Siamo in camino verso Puerto Natales in Cile, ci aspet­tano 14 ore di viag­gio e non pos­si­amo smet­tere di pen­sare ai giorni pas­sati nella cittá piú a sud del mondo: Ushuaia. Ushuaia ci è rimasta nel cuore a parte per i pae­saggi stu­pendi che abbi­amo visto soprat­tutto per aver con­di­viso questi giorni con Maria, la sig­nora che ci ha ospi­tato.

Siamo arrivati a Ushuaia mer­coledì pomerig­gio dove Maria ed i suoi nipo­tini (Abril e Franco) ci aspet­ta­vano con un cartello con i nos­tri nomi. Non dimen­ticher­emo mai la con­ver­sazione che Maria ci rac­conto di aver avuto con i nipo­tini prima del nos­tro arrivo. I bam­bini le chiesero chi stesse aspet­tando e lei rispose che aspet­tava degli amici , e loro un po’ con­fusi le dissero:”ma se sono dei tuoi amici per­ché hai un cartello con i loro nomi?” E quando Maria gli rispose che era per­ché tut­tavia non ci conosceva i bam­bini rimasero alquanto con­fusi. Pen­si­amo che questa con­ver­sazione rias­sume lo spir­ito di Maria che tanto ci è piaci­uto in questi giorni e con la quale siamo stati tal­mente bene che salutarci è stato un po’ difficile.

Maria è un avvo­cato in pen­sione che ded­ica parte della sua vita cer­cando di miglio­rare il mondo. E’ una per­sona molto attiva nella lotta per i diritti umani soprat­tutto quelli delle donne, tanto che fa parte del par­tito per la pro­tezione dei diritti umani. Purtroppo, in alcuni paesi del Sud Amer­ica ci sono ancora molte man­i­fes­tazioni di maschilismo e vio­lenza sulle donne.

Il primo pomerig­gio che abbi­amo pas­sato a Ushuaia Maria ci accom­pa­gnò a com­per­are i bigli­etti per Puerto Natales, (qui in questo momento è alta sta­gione e per non rischiare di rimanere a piedi bisogna preno­tare in anticipo). Poi Maria ci accom­pa­gnò in un posto appena fuori della città dove ci aspet­tava una vista spet­ta­co­lare della Baia di Ushuaia e del Canale Bea­gle. Cam­mi­nammo un’oretta adden­tran­doci den­tro il bosco e davanti a noi si apri una vista spet­ta­co­lare con mon­tagne innevate. Poi siamo andati a casa di Maria e lei ci preparò una buona cena e suc­ces­si­va­mente ci portò a vedere Ushuaia di notte ed altri quartieri che nor­mal­mente un tur­ista non vede.

Il giorno dopo ci siamo sveg­liati presto per andare a fare un escur­sione in barca per il Canale Bea­gle. Durante l’escursione che durò 5 ore abbi­amo visto il faro della fine del mondo che in realtà non è il faro più a sud del mondo però lo stesso è stato inter­es­sante. Siamo pas­sati vicino ad alcune isole nelle quali vivono foche, cor­morani e la cosa più bella dell’escursione fu l’sola con i pin­guini. Nonos­tante facesse molto vento noi ci siamo diver­titi come bam­bini nes­suno dei due aveva mai visto tutti questi ani­mali nel pro­prio habi­tat nat­u­rale. A bordo della barca abbi­amo avuto un’altra prova dell’ospitalità argentina, ci siamo messi a par­lare con una sig­nora di Buenos Aires che alla fine ci las­ciò il suo bigli­etto da visita e ci disse che quando andi­amo a Buenos Aires la chi­ami­amo che ci offre un pranzo per con­tribuire al nos­tro anno sabatico.


Nel pomerig­gio siamo rien­trati a casa e venne la parte migliore della nos­tra per­ma­nenza a Ushuaia, con Maria i bam­bini e Car­olina (una CS tedesca che arrivò quello stesso giorno) siamo andati al Parco Nat­u­rale della Terra del Fuoco. Nonos­tante a noi possa sem­brare strano, in Argentina per poter vis­itare i parchi bisogna pagare un bigli­etto e soli­ta­mente per gli stranieri è abbas­tanza caro; ma con Maria tutto è stato più facile, ci fece pas­sare come argen­tini e cosi abbi­amo pagato una cifra minore.

Per prima cosa abbi­amo fatto un giro con la macchina per il parco e Maria ci ha fatto vedere la zona più bella del parco il lago verde, il lago nero ed il lago Roca (che adesso ha cam­bi­ato nome) siamo arrivati fino alla fine del per­corso nazionale numero 3 che inizia a Buenos Aires ed è lungo quasi 4000 km. Nonos­tante piovesse un poco siamo andati al camp­ing, dove non c’era quasi nes­suno, abbi­amo cer­cato una griglia che fosse più o meno riparata dalla piog­gia ed abbi­amo fatto la carne e la ver­dura ai ferri al vero stile Argentino. Abbi­amo man­giato una carne buonis­sima e la cosa più bella è stata che lo abbi­amo fatto come i veri Argentini.

Dopo cena abbi­amo mon­tato la tenda e siamo andati a letto ascoltando i rac­conti di Maria. Il giorno suc­ces­sivo ci siamo sveg­liati con una tempo spet­ta­co­lare, un sole che spac­cava le pietre e per nulla freddo ma la cosa più bella fu trovare conigli­etti e vari tipi di volatili aspet­tan­doci fuori dalla tenda. Abbi­amo avuto anche un prob­lemino che sic­come si è risolto per il meglio ve lo pos­si­amo rac­con­tare. Di cam­mino per andare a fare un’escursione Abril si è resa conto che aveva perso l’apparecchio dei denti e per cer­carlo siamo ritor­nati in tutti i luoghi dove eravamo stati il giorno prece­dente; per for­tuna Car­olina lo trovò cosi tirammo tutti un sospiro di sol­lievo e con­tin­u­ammo la nos­tra visita nel parco. Abbi­amo fatto una breve cam­mi­nata per un sen­tiero che arrivava in cima una mon­tagna non molto alta da dove si poteva vedere tutto il parco e parte del Canale Bea­gle. Durante la cam­mi­nata abbi­amo visto dei pic­chi al lavoro. E’ stato incred­i­bile ved­erli e ascoltare il rumore del becco che bat­teva con­tro l’albero. Fu in quel momento che ci ren­demmo conto che davvero eravamo in terre lon­tane e per il momento ancora sconosciute e piene di sorprese.

Dopo l’escursione Maria ci ha por­tato in un’altra parte del parco con un rus­cello e un sacco di prato dove abbi­amo fatto un pic nic con gli avanzi della cena prece­dente. La cosa piú bella è stata che men­tre stavamo man­giando e par­lando tran­quil­la­mente apparvero 4 cav­alli sel­vatici che ci pas­sarono vicino ci salu­tarono, attra­ver­sarono il fiume e scomparsero.Qui con Maria abbi­amo avuto inter­es­santi con­ver­sazioni su Argentina ed i nos­tri paesi ed alla fine tutti abbi­amo imparato qualche cosa di nuovo. Nel pomerig­gio siamo rien­trati a casa e dopo aver riposato un p’ó e preparato gli zaini, abbi­amo cenato con una pasta cuci­nata da noi e abbi­amo par­lato fino a tardi. Abbi­amo salu­tato Maria e Car­olina con un po’ di tris­tezza. Questa mat­tina l’ospitalità argentina si è fatta sen­tire ancora; qualche giorno prima ave­vamo chiesto a un pan­i­fi­cio l‘orario di aper­tura e ci ave­vano con­fer­mato che apri­vano alle 7 ma quando siamo arrivati li il pan­i­fi­cio era chiuso e, dato che ave­vamo con noi tutti gli insac­cati, mezzi dis­perati abbi­amo iniziato a cer­care un posto per com­per­are un po’ di pane, ovvi­a­mente tutto era ancora chiuso così siamo entrati in un posto dove fanno panini chiedendo se ci fosse qualche cosa di aperto e loro ci hanno con­fer­mato che tutto era ancora chiuso però ci hanno sal­vato dan­doci un p’ó di pane e come ringrazi­a­mento gli abbi­amo dato una mancia.

Ushuaia rimarrà sem­pre nei nos­tri cuori e Maria, spe­ri­amo di ved­erti presto!!!!!!!!! 

Pronti, Partenza, Viaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!

Par­titi!!!!!!!! Abbi­amo rag­giunto il primo des­tino: Lon­dra!
Cat­a­logna non vol­eva farci andare via, e così ha fatto in maniera che arrivas­simo all’aeroporto accom­pa­g­nati dal nos­tro amico Car­les alle 10.30 e trovas­simo la sor­presa che il nos­tro aereo era in ritardo di un’ora che alla fine sono diven­tate due ore.
Nes­sun prob­lema, abbi­amo deciso di pren­dercela con calma in questo viag­gio e così non ci importa aspettare un po’, anzi ci è andata bene, siamo rimasti in aero­porto a par­lare con Car­les e ci siamo fatti una bella chi­ac­chier­ata. Abbi­amo salu­tato Car­les gli abbi­amo dato un grosso abbrac­cio, lo abbi­amo ringrazi­ato per il pas­sag­gio e siamo andati all’imbarco.
Dopo un volo un po’ tur­bo­lento, nel quale devo ammet­tere che c’è stato un attimo di pan­ico, siamo arrivati a Londra. Londra ci ha rice­vuto con un cielo che ci stava dicendo chiara­mente che avrebbe nevi­cato. E cosi dopo aver preso l’autobus che dall’aeroporto ci ha por­tato in cen­tro, la metro e un bus di linea siamo arrivati a casa di Cristina (un’amica di Rachele conosci­uta durante il mas­ter) ed in quel momento ha com­in­ci­ato a nevicare…ufff scam­pata per un pelo!!!

La nevi­cata con­tinuò tutta la notte del sabato 4 di feb­braio e la domenica mat­tina c’ erano 15 cm di neve. I mezzi pub­blici non fun­zion­a­vano ed i voli della domenica erano stati tutti can­cel­lati; per for­tuna il nos­tro partiva il lunedi…. Abbi­amo pas­sato la gior­nata a casa con Cristina, Nicholas ed il pic­colo Demetrios, ed abbi­amo aprof­ittato per preparare una car­bonara a mez­zo­giorno ed una lasagna per la cena e gio­care con Demetrios un bimbo che regala sor­risi a tutti!!
 Domenica non nevicò e lunedì guardando fuori dalla fines­tra con un p’ò di pre­oc­cu­pazione ma con seren­ità abbi­amo con­trol­lato il sito dell’aeroporto ed il nos­tro volo sem­brava partisse. Abbiamo salu­tato Cristina, Nicholas ed il pic­colo Demetrios e siamo andati in aero­porto, facendo uno stop a casa di Maria (la nonna inglese di Rachele) per darle un salutino. Alle 17.00 abbi­amo preso il metro per Heatrow con un p’ó di com­mozione abbi­amo las­ci­ato il nos­tro vec­chio caro continente……

Prossima fer­mata Buenos Aires

Dopo 14 ore e mezza di viag­gio, nelle quali uno stu­art ci prese in giro gra­zie a Gabor che volle che entrassimo tutti e due nel bagno dell’aereo per lavarci i denti assieme, e con lo stu­art che dice a Rachele: “no sex in the toi­let” ed avere accettato mon­ete di pesos argenti­nos da una comi­tiva di stu­denti e dai loro pro­fes­sori siamo arrivati a Buenos Aires. Spieghi­amo la sto­ria delle mon­ete che non è che andi­amo in giro per il mondo a men­di­care . In argentina è dif­fi­cile recu­per­are mon­ete e così quando chiedemmo un con­siglio alla comi­tiva di stu­denti e pro­fes­sori che ci cir­con­dava in aereo, tutta la comi­tiva si è adop­er­ata per darci l’importo suf­fi­ciente per pren­dere l’autobus numero 8 che dall’aeroporto va in cen­tro.
Buenos Aires ci ha rice­vuto con un cielo gri­gio che di li a poco si è aperto in un sole spet­ta­co­lare e con una tem­per­atura di 34 gradi, siamo pas­sati così dai 0 gradi di Lon­dra ai 34 di Buenos Aires.
Arrivati a Eziza alle 8.30 ora Argentina, abbi­amo fatto una coda di 2 ore per con­trollo pas­s­aporto e dopo 3 ore siamo rius­citi a pren­dere il bus per Buenos Aires cen­tro dove la nos­tra amica Estela ci stava aspet­tando nel suo uffi­cio con acqua e frutta fresca.

Estela è una ragazza che abbi­amo conosci­uto tramite Roberto un’ amico ital­iano che vive a Barcellona. Dopo aver par­lato un p’ó con Estela, ed avere ascoltato i suoi con­sigli sulle cose da vedere a Buenos Aires siamo usciti alla scop­erta della nos­tra prima città sudamericana. A dire la ver­ità abbi­amo visto ben poca cosa di Buenos Aires per­ché quando siamo arrivati a Puerto Madero abbi­amo trovato una panchina all’ombra e siamo morti li sopra; eravamo molto stanchi del viag­gio, Rachele ancora indos­sava una maglia a maniche lunghe e faceva molto caldo. L’unica cosa che rius­cimmo a vedere fu Plaza de Mayo, dove c’è la sede del gov­erno Argentino, il famoso Palazzo Rosa ed alle 18.00 siamo rien­trati in uffi­cio di Estela e con lei siamo andati a casa.
Giá ave­vamo iniziato ad avere un’apparenza da viag­gia­tori ed il nos­tro odore ne era la tes­ti­mo­ni­anza…. A casa di Estela ci siamo fatti una doc­cia rigen­er­ante e siamo andati tutti e 3 a cer­care refrige­rio nel cen­tro com­mer­ciale vicino a casa. Dopo una buona cena, avere visto una piog­gia tor­ren­ziale ed avere preso una camomilla la nos­tra prima gior­nata si con­cluse con un sonno riparatore.

Quasi pronti!!!!!!!!

Manca pro­prio poco alla partenza, tra due giorni saremo a Lon­dra (tempo per­me­t­tendo) e poi da li via!!!! des­ti­nazione Buenos Aires!!!!!!
Queste ultime set­ti­mane sono state piene di impegni e di avven­i­menti che ci hanno assor­bito com­ple­ta­mente, e senza nem­meno ren­derci conto le gior­nate pas­savo e ci ritrovavamo a mexxan­otte senza nem­meno sapere come ci eravamo arrivati. Così le ultime set­ti­mane sono volate e non abbi­amo avuto tempo di scri­vere alcuni post che, per il momento,  riman­gono in sospeso.

Sabato scorso 28 di gen­naio abbi­amo fatto una mega festa in casa della durata di un’intera gior­nata, per salutare tutti gli amici di Bar­cel­lona. Già dalle 11.00 hanno iniziato a venire amici per aiutarci a cucinare la carne alla griglia. Purtroppo o per for­tuna il tempo non fu nos­tro amico dato che ha piovuto tutto il giorno, però fu super diver­tente trovare la maniera di riparare la carne, la griglia e ovvi­a­mente anche noi dalla piog­gia, alla fine abbi­amo costru­ito un tetto con dei teloni, di quelli che si usano quando si imbianca la casa, e in qualche maniera ci siamo riparati. Alla fine, nonos­tante la piog­gia la festa fu un suc­ces­sone cuci­nammo una cosa tipo 15 kg di carne (tra cos­ticine di maiale, manzo e sal­s­icce) su una griglia apta per 6 per­sone max. Man­cava la polenta, ma qui la gente non la apprezza, quindi solo carne. Alla festa ven­nero più o meno 40 per­sone in tempi diversi. A man­giare eravamo più o meno 30 per­sone.
Qui sotto vi las­ci­amo una foto di una parte degli amici che sono venuti.

Voglio ringraziare anche tutti gli amici/che Piovesi che sono venuti alla pizza da Gimo ed anche quelli che non sono potuti venire per­chè ammalati/e. Putroppo di questo evento non ho foto ma porto con me le risate e le chi­ac­cher­ate di quella sera!!!! Tanto 9 mesi pas­sano in fretta.… e Gimo non chiuderà!!!!!

Fare il trasloco fu abbas­tanza duro, non pen­savamo di avere tante cose ma alla fine ci siamo resi conto che in questo anno abbi­amo accu­mu­lato una quan­tità impor­tante di oggetti. La lot­te­ria che abbi­amo orga­niz­zato durante la festa (i cui premi erano le cose che non ci pote­vamo portare) non è servita di molto a snel­lire gli scat­oloni per il trasloco.
Un ringrazi­a­mento par­ti­co­lare va a Jaume che ha accettato di “accol­larsi” tutti gli scat­oloni e valige che vedete qui sotto!!!

29/01/2012

Il momento più dif­fi­cile della set­ti­mana fu salutare il nos­tro appar­ta­mento al quale ci eravamo tanto affezzionati e che fu la nos­tra prima casa da con­viventi. E nonos­tante sap­pi­amo che ci aspetta una fan­tas­tica avven­tura, al momento della chiusura della porta fu dif­fi­cile trat­tenere una lacrima per quella che è stata per un anno la nos­tra casetta nella quale abbi­amo pas­sato dei bei momenti e fatto una quan­tità con­sis­tente di feste e grigliate.

Lo zaino fu un altra sfida; decidere ciò che ci doveva entrare per forza e ciò che poteva rimanere fuori è stato tutt’altro facile; ma questo ve lo rac­con­ter­emo in un post dedicato.

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Le vaccinazioni

Tra i tanti prepar­a­tivi piacevoli ce n’è uno meno piacev­ole ma estrema­mente impor­tante ed utile; i vac­cini.  A Bar­cel­lona cio sono vari cen­tri di servizio al viag­gia­tore, noi abbi­amo scelto quello dell’hospital clinic (Ser­vi­cio de Aten­ción al Via­jero en el Hos­pi­tal Clínico) che offre un servizio molto com­pleto e pro­fes­sion­ale. Quando ti pre­senti li per la prima volta ti fanno com­pi­lare un foglio nel quale indichi i paesi in cui viag­gerai e il tempo del viag­gio. durante la visita con il medico questo ti informa rel­a­ti­va­mente ai vac­cini che dovresti fare e con molta destrezza e gen­tilezza già te ne mette un po’. Eh si per­chè alla fine bene o male sem­pre te ne tocca qual­cuno!!!:-)  Alla fine in totale abbi­amo fatto i seguenti vaccini:

- La Feb­bre Gialla
– Epatite A e B
– Rab­bia
– Ence­falite Giap­ponese
– Feb­bre Tifoide
– Poliomelite
– Tetano e Difterite

E non finisce qui, eh si per­chè ci sono malat­tie alle quali non ti fanno nes­sun vac­cino ma che bisogna con­sid­er­are lo stesso. Queste sono la Malaria e il Dengue entrambi trasmessi attra­verso pun­ture di zan­zare. Per questi ti rac­co­man­dano una pro­fi­lassi e un repel­lente forte.

Alleghi­amo la foto del nos­tro super libretto delle vac­ci­nazioni con il quale dovremmo viag­giare, è giallo per­chè cosi tutti capis­cono che siamo vac­ci­nati con­tro la feb­bre gialla.