Ilha Grande: 5 giorni di mare, sole, selva e relax

Ilha Grande è un’isola che si trova nello stato di Rio de Janeiro in Brasile, di fronte alla cittá di Angra Dos Reis. Per arrivarci abbi­amo preso una cor­ri­era da Paraty fino a Andra Dos Reis e poi una barca che ci ha por­tato all’isola. Per fare la tra­ver­sata ci sono 2 opzioni la prima è aspettare le 15.30 e pagare 4,5 reales per il bigli­etto, la sec­onda è andare con un cata­ma­rano che costa circa 25 reales. Noi ovvi­a­mente abbi­amo scelto l’opzione più eco­nom­ica ed alle 15.30 abbi­amo preso la barca che si chiama “La Barca” e dopo un’oretta e mezza siamo arrivati a Abraoo l’unica cit­tad­ina dell’isola. Una delle par­ti­co­lar­ità di Ilha Grande è che non ci sono mezzi motor­iz­zati in terra, quindi, non ci sono mac­chine ne moto e gli unici mezzi a motore in terra, sono degli organ­ismi uffi­ciali come la polizia. Essendo ven­erdì non era molto facile trovare una sis­temazione ad un prezzo decente e, dopo avere girato un po’ abbi­amo incro­ci­ato una cop­pia (lei tedesca, lui cileno) che ci hanno detto che loro sta­vano in un ostello ad un buon prezzo; siamo andati a vedere ed alla fine siamo rimasti li. Nell’ostello Har­moni di pro­pri­età di José Agnaldo fin da subito ci siamo sen­titi molto bene, ave­vamo la nos­tra stanza bella grande con bagno pri­vato e l’ambiente molto buono e famil­iare. Dato che siamo rimasti varie notti, José ci ha fatto un po’ di sconto; e siamo anche stati for­tu­nati ad entrare nelle sue gra­zie visto che la prima sera Gábor lo aveva bat­tuto a 5 par­tite di scacchi.

Il giorno suc­ces­sivo siamo andati a sco­prire l’isola che come dice il nome è vera­mente grande e ci vor­reb­bero molti più giorni per ved­erla tutta. Ci sono 16 sen­tieri che si pos­sono fare per rag­giun­gere le oltre 100 spi­agge pre­senti nell’isola. Noi abbi­amo iniziato con la cam­mi­nata più famosa, quella che ti porta alla spi­ag­gia Lopes Mendes. Questa cam­mi­nata dura circa 2 orette e mezza; il sen­tiero va per la mag­gior parte del tempo nel mezzo della foresta e si pas­sano 3 spi­agge prima di arrivarci. La cam­mi­nata non è dif­fi­cile, ci sono salite e discese abbas­tanza fat­tibili la cosa che più ti ammazza è l’umidità; si suda un sacco. Rachele no aveva mai sudato tanto in vita sua!!! La spi­ag­gia Lopes Mendes è conosci­uta in tutto il mondo per essere una spi­ag­gia vergine di sab­bia bianca larga piú di 3 km. Qui siamo stati un bel po’ rilas­san­doci, facendo il bagno e pren­dendo il sole.

Al rien­tro, nel sen­tiero, abbi­amo trovato due Ungheresi ed abbi­amo con­di­viso parte della cam­mi­nata con loro. Le ore del tardo pomerig­gio sono molto buone per vedere ani­mali nella selva ed infatti noi abbi­amo visto delle scim­mi­ette pic­cole e delle scim­mie più grandi che, fino a quel momento, ave­vamo solo sen­tito senza mai rius­cire a ved­erle. A Gábor piac­ciono molto e gli avrà fatto tipo 100 foto!!! Nel nos­tro ostello c’era anche un ragazzo francese Jean-Baptiste, e con lui abbi­amo con­di­viso alcune cam­mi­nate ed alcune cene in questi giorni.

Il giorno suc­ces­sivo siamo andati a fare la cam­mi­nata di Dois Rios, qui si trovava l’antica carcere dell’isola e quindi c’è una strada abbas­tanza larga di sassi attra­verso la quale pas­sa­vano i mezzi diretti al carcere. In totale sono 4km in salita non molto pen­dente e 4km in discesa. Nel cam­mino abbi­amo visto molte far­falle di dif­fer­enti col­ori, abbi­amo sen­tito e visto alcuni uccellini ed in par­ti­co­lare uno con la testa rossa ed un altro tutto giallo, stu­pendi!! La spi­ag­gia di Dois Rios ci è piaci­uta di piú di Lopes Mendes anche per­ché c’erano meno per­sone e si stava molto bene. Come dice il nome stesso qui, in questa spi­ag­gia, sfo­ciano due fiumi, un po’ come isola verde solo che il mare ed il pae­sag­gio non hanno nulla a che vedere hahaha!!!!!

Il pomerig­gio il cielo divento gri­gio e ci incam­mi­nammo per evitare la piog­gia, pec­cato però che non siamo rius­citi ad evi­tarla e ci siamo inzup­pati tutti!!! La piog­gia non ci è dispiaci­uta più di tanto per­ché faceva un caldo incred­i­bile ed un po’ di fresco ci andava bene per cam­minare. Con la piog­gia anche la foresta si sveg­lia e si è sveg­liato anche un ani­male abbas­tanza grande, noi abbi­amo solo sen­tito il “rumore” che faceva non sap­pi­amo che ani­male era e nem­meno vogliamo saperlo, ci è bas­tato sen­tirlo e ci è servito a cam­minare un po’ più veloce. Siamo rien­trati al ostello super zuppi, e dopo una doc­cia super rilas­sante, Jean-Baptise ci ha preparato una pasta alla francese che non era per niente male.

Il giorno seguente il tempo non migliorò, la mat­tina pioveva e siamo stati in ostello a riposare, ves­ros l’ora di pranzo abbi­amo man­giato qualche cosa, ed al pomerig­gio Gábor con Jean– Bap­tiste sono andati a fare un sen­tiero corto pas­sando per delle spi­aggette com­ple­ta­mente deserte.

L’ultimo giorno abbi­amo fatto l’escursione in barca che con­sis­teva nel fare il giro dell’isola, ci siamo diver­titi un sacco!!! A bordo di un gom­mone che saltava tra le onde, abbi­amo fatto il giro dell’isola pas­sando per varie spi­agge. Rachele si è diver­tita doppi­a­mente per­ché le veni­vano alla mente i ricordi di quando era pic­cola ed andava con la famiglia al mare con il gom­mone. La prima fer­mata è stata nella spi­ag­gia di Cax­adaço, una spi­ag­gia pic­col­ina ma piena di pesci a righe grigie e gialle fan­tas­tica per fare snorkelling.

La sec­onda fer­mata è stata la spi­ag­gia Par­naioca che è una spi­ag­gia tipo Lopes Mendes, vergine e molto grande dietro la quale c’è un cimitero. Poi la spi­ag­gia Aven­tureiro, dove c’era una palma incli­nata alla quale abbi­amo fatto molte foto, suc­ces­si­va­mente la spi­ag­gia Meros che è pic­col­ina e ci è piaci­uta moltissimo; qui abbi­amo visto molti pesci col­orati ed anche una stella marina.

Il giro dell’isola si è con­cluso con un bagno nella lagune Verde ed Azzurra in cui c’era una grande vari­età di pesci; pec­cato che le lagune erano all’ombra e non faceva tanto caldo come per rimanere in acqua molto tempo. Nem­meno sta­volta è potuto andare tutto lis­cio, sul più bello al rien­tro abbi­amo finito la ben­z­ina nel gom­mone ed un’altra barca è venuta a recu­per­arci. Siamo rien­trati all’isola quando già era buio e c’era un cielo che minac­ciava un’altro tem­po­rale forte, ma siamo arrivati al ostello sani e salvi e super con­tenti per la bella gior­nata passata.

Dove­vamo pas­sare nell’isola 3 giorni, ma ci è piaci­uto tanto e ci siamo sen­titi tal­mente bene nell’ostello che abbi­amo deciso di rimanere 5 giorni. Dopo aver salu­tato José, ci siamo diretti al molo per pren­dere “La Barca”, Rio de Janeiro ci aspetta!!!

Paraty, finalmente spiaggia!!!

Ulti­ma­mente i nos­tri tragitti per arrivare alla nuova des­ti­nazione sono stai sem­pre accom­pa­g­nati da una avven­tura, anche in questo caso fu così. Il viag­gio in cor­ri­era da Sao Paulo a Paraty è andato più che bene, non abbi­amo avuto nes­sun prob­lema a parte un po’ di ritardo di ritardo. Arrivati a des­ti­nazione ci siamo subito diretti al ris­torante dove lavora il nos­tro amico Roulien di couch­surf­ing che ci avrebbe ospi­tato nei prossimi giorni. Sape­vamo che Rouline viveva un po’ lon­tano da Paraty a circa 8 km e sor­presa, quando siamo arrivati al ris­torante Rouliene ci disse che l’ultimo bus che andava per casa sua era par­tito alle 22.30 quindi l’unica opzione era aspettare che lui finisse di lavo­rare per poi andare a casa con la sua moto e con quella di un suo col­lega. Ve lo immag­i­nate noi con i nos­tri zaini in moto? Ecco ce l’abbiamo fatta siamo arrivati davanti al can­cello di casa sani e salvi, ma l’avventura non era ancora finita, Roulien vive prati­ca­mente den­tro la selva e per arrivare a casa sua c’è un sen­tiero da fare nat­u­ral­mente non illu­mi­nato con 2 ponti mezzi tra­bal­lanti da pas­sare. Cosi abbi­amo tirato fuori la nos­tra pila e piano piano con­trol­lando bene dove met­te­vamo i piedi siamo arrivati a casa. Fare questa cam­mi­nata di notte, con la pila, senza vedere molto bene e attra­ver­sare i ponti stretti e tra­bal­lanti con gli zaini in spalla senza vedere il fiume ma solo ascoltan­dolo, è qualche cosa che non dimen­ticher­emo mai. Alla fine arrivammo a casa di Roulien, una casa di legno pic­col­ina che ha costru­ito lui. Al piano terra ci sono la cucina ed il bagno ed al primo piano la camera.

Nel suo gia­rdino c’è anche una pianta di banane che è cresci­uta da sola ed i suoi frutti sono state le migliori banane che abbi­amo mai man­giato in vita nos­tra. Erano tal­mente dolci e sapor­ite che non sem­brava nem­meno di man­giare una banana, sem­brava un frutto nuovo. Ci sono piaciute tal­mente tanto che a Rachele una sera le faceva un po’ male lo stom­aco da quante ne aveva mangiate.

Il giorno suc­ces­sivo, men­tre aspet­tavamo l’autobus per andare in cen­tro a Paraty, la sig­nora che vive vicino a Roulien si offri di darci un pas­sag­gio. E’ una sig­nora di una set­tan­tina di anni che dopo essere andata in pen­sione si è trasferita qui e si è fatta fare una casa tutta di vetro tipo loft nel mezzo della selva. Dopo essere andati ad infor­marci sulle cose che si pos­sono fare a Paraty abbi­amo deciso di andare a vedere se pote­vano fare una escur­sione chia­mata “escuna” (per il tipo di barca) ed alla fine siamo andati con una che ti por­tava su due spi­agge e due isole nelle vic­i­nanze di Paraty. Nella barca c’era una sig­nora che can­tava tutto il tempo le can­zoni tipiche por­togh­esi, ci det­tero della frutta di ben­venuto e si poteva anche man­giare in barca. Ave­vamo molta voglia di farci un bel bagno in Brasile e questa escur­sione è stata per­fetta.. Le due spi­agge e le due isole in cui ci hanno por­tato erano bel­lis­sime e c’erano pochissime per­sone, l’acqua era cristal­lina e non era redda. Abbi­amo noleg­giato la maschera ed il boccaglio per fare snorkelling ed in una delle isole abbi­amo visto molti pesci col­orati. Il momento più bello è stato quando abbi­amo visto un gruppo di delfini nuotare e saltare nell’acqua; per Gábor era la prima volta che vedeva i delfini ed i pesci nel suo ambi­ente nat­u­rale ed era con­tento come un bam­bino a cui regalano una cosa che tanto ha desider­ato. Rien­trammo dall’escursione con­tenti per la nuo­tata, per avere visto i pesci ed avere preso anche il sole.

Il sec­ondo giorno siamo andati a Trinidade che è un pae­setto e dista 30 km da Paraty. Abbi­amo preso il sen­tiero che va alla piscina nat­u­rale, pas­sando per varie spi­agge tutte molto belle e quasi vuote; arrivati alla piscina nat­u­rale ci siamo fatti un bagno con i pesci col­orati, da un lato ave­vamo l’oceano e dall’altro la selva. Le cor­renti marine por­tarono nella piscina nat­u­rale anche una tar­taruga, pec­cato però che fosse morta. Qui ci siamo diver­titi molto facendo il bagno con i pesci e dan­dogli da mangiare.

Siamo poi andati al paese ed abbi­amo man­giato qualche cosa prima di andare a pren­dere il sole in un’altra spiaggia.

Quando abbi­amo preso i bus per rien­trare a Paraty abbi­amo trovato una ragazza Irlan­dese, unaa Norveg­giese ed un ragazzo Spag­nolo che ave­vamo conosci­uto aspet­tando il bus a Foz d’Iguaçú , un’altra volta è il caso di dire: “che pic­colo il mondo!! A Paraty abbi­amo vis­i­tato il cen­tro storico dove ci sono chiesette carine e casette col­orate con uno stile un po’ par­ti­co­lare; lo stile di Paraty.

Alla sera siamo stati con Roulien che aveva il giorno libero. Roulien è una per­sona molto gen­tile e sim­pat­ica ci è piaci­uto molto con­ver­sare con lui, ed era anche diver­tente per­ché parla solo por­togh­ese e così, lui par­lando por­togh­ese e noi spag­nolo, siamo rius­citi a farci quat­tro chi­ac­chiere. L’ultimo giorno dopo un’incontro con una far­falla azzurra che adora le banane, abbi­amo salu­tato Roulien e ci siamo imbar­cati per la nos­tra prossima avven­tura; Ilha Grande!!!! Roulien siamo stati molto bene nella tua casa nel mezzo della natura, ti ringrazi­amo moltissimo per la tua ospi­tal­ità e sincerità.

Sao Paulo: La cittá infinita

Eccoci qui, arrivati a Sao Paulo, la cui area met­ro­pol­i­tana conta con 22,5 mil­ioni di per­sone, qualche cosa di immenso! Prima di rac­con­tarvi la nos­tra espe­rienza nella città più grande del Sud Amer­ica, vogliamo ren­dervi parte­cipi del viag­gio not­turno in asso­luto più tur­bo­lento che abbi­amo avuto fin ora. Aspet­tando il bus per Sao Paolo a Foz d’Iguaçu, abbi­amo conosci­uto Cris­t­ian, un ragazzo di Bar­cel­lona che anche lui come noi sta viag­giando e che era diretto a Sao Paolo. Alle 8 della sera abbi­amo preso la cor­ri­era e dopo più o meno mezz’ora abbi­amo avuto la prima sor­presa non pro­prio pos­i­tiva, ci fermò la polizia mil­itare ed iniziarono a con­trol­lare tutto il bus, sedile per sedile, per­sona per per­sona per ver­i­fi­care se c’era della droga. Ciò che più ci ha dato fas­tidio è stata la maniera con la quale il polizia parlava con i passeg­geri, in maniera molto poco cortese. Prati­ca­mente trattò un sig­nore anziano ed due ragazzi inglesi come se fos­sero dei cani dando ordini e senza fare il min­imo sforzo per andare incon­tro a dei poveri tur­isti che di por­togh­ese non sape­vano una mazza. Nem­meno Gábor si è potuto evitare il “mas­sag­gio” in tutto il corpo, parti intime com­p­rese, che face­vano ad alcuni passeg­geri (sopratutto stranieri) per ver­i­fi­care se ave­vano armi o droga. Dopo questa ispezione pen­savamo di poter seguire il nos­tro viag­gio tran­quil­la­mente e poter dormire un po’ invece non fu così per­ché ci sveg­liarono nel sonno per un altro con­trollo, questa volta toccò alle valigie, ispezionarono i bagagli di alcune per­sone locali ed una sig­nora abbas­tanza igno­rante si pose a dis­cutere con la polizia cre­ando un sacco di con­fu­sione, c’era gente che saliva e scen­deva del bus, gente che parlava forte e due donne che una volta finito il con­trollo di polizia si vol­e­vano perfino pic­chiare e vol­e­vano farlo anche dopo essere scese dal bus a Sao Paulo, uno show. BENVENUTI A BRASILE!!!!!! Spe­ri­amo che il resto del viag­gio sia meno tur­bo­lento hahaha!!! Più tardi abbi­amo saputo che c’e‘un grande traf­fico di armi e droga attra­verso la fron­tiera con il Paraguay, un paese dove sem­bra che i con­trolli siano quasi inesistenti, questa è la ragione per la quale la polizia fa tanti con­trolli in questa tratta.
Arrivati a Sao Paulo abbi­amo preso il metro per incon­trare una fac­cia amica in questo paese: San­dra. San­dra è una ragazza colom­biana che ha vis­suto a Padova per un peri­odo e che inseg­nava spag­nolo a Rachele anni fa. Rachele era entu­si­asta di vedere San­dra dopo tanto tempo!! San­dra ci ha ospi­tato a casa sua nel quartiere Sumarè in un appar­ta­mento molto carino e lumi­noso con i sue due gatti super sim­patici che si chia­mano Kiwi e Lil­ica. Il metro di Sao Paolo e nuo­vis­simo e puli­tis­simo, non ave­vamo mai visto un mezzo di trasporto pub­blico tanto buono. Nel cam­mino che ti porta a casa di San­dra c’è un banchetto dove ven­dono l’acqua di cocco che ci è piaci­uta moltissimo e non pote­vamo fare a meno di com­per­are almeno un bic­chiere tutte le volte che ci pas­savamo davanti. Per estrarre l’acqua si fa un buco nel cocco e si mescola con ghi­ac­cio e si beve l’acqua di cocco fresca, buonis­sima e, a quanto dicono da queste parti anche sanis­sima!!!! Con San­dra siamo andati a man­giare in un ris­torante nel quartiere Sumarè ed abbi­amo provato la nos­tra prima Fei­joada, una zuppa di fagi­oli e carne tipica di qui, abbi­amo anche bevuto dei cen­trifu­gati di frutta buonis­simi. Il pomerig­gio siamo andati a vedere il parco Ibi­ra­puera un parco gran­dis­simo in cui c’è un sacco di gente che fa sport; abbi­amo visto per­sone cor­rere, pat­tinare, con skate­board, passeg­giare, ragazzi gio­care a bas­ket ed abbi­amo avuto al con­tro­prova che a Sao Paulo c’è un mis­cuglio di razze incred­i­bile e che ci sono un sacco di per­sone di orig­ine giap­ponese per­ché ci fu forte immigrazione.

Il giorno suc­ces­sivo a causa della dif­fi­coltà per preno­tare i voli in Brasile via inter­net (se sei straniero non ce la fai nem­meno morto) abbi­amo pas­sato quasi tutta la gior­nata in casa, meno male che alla fine San­dra si è offerta di com­per­arci i voli e poi noi glieli abbi­amo pagati. Con il suo aiuto non solo abbi­amo com­prato i voli ma abbi­amo anche deciso il per­corso che faremo in Brasile. San­dra, la nos­tra agente di viaggi pri­vata, ci ha aiu­tato molto. Alla fine abbi­amo preno­tato un volo da Rio de Janeiro a Sal­vador de Bahia ed un altro da Sal­vador a For­t­aleza. Qui le dis­tanze sono enormi e viag­giare in bus sig­nif­i­cano molte ore di bus ed in più è anche più caro dell’aereo per­ché le com­pag­nie aeree low cost fanno offerte molto con­ve­ni­enti. Quel giorno siamo usciti solo per com­per­are della frutta al mer­cato; abbi­amo com­per­ato papaia, banane, ananas, anguria, maracuia, e cir­i­moia tutto buonis­simo!!!! La frutta in Brasile è iper­mega buona ed abbi­amo deciso che sarà uno degli ali­menti base della nos­tra dieta in questo paese. Poi, verso sera abbi­amo provato ad uscire un’altra volta ma appena abbi­amo messo il naso fuori dalla porta abbi­amo visto che il cielo era di un nero che poche volte si vede tanto nero, così abbi­amo girato i tac­chi e siamo rien­trati a casa.

Alla fine ha piovuto ma nulla di par­ti­co­lare, dal col­ore del cielo sem­brava si scate­nasse una bufera invece nulla di grave solo un po’ di piog­gia. Alla sera siamo andati a cenare in un ris­torante giap­ponese, in cui c’era menu self ser­vice e si poteva man­giare tutto quello che si vol­eva ad un prezzo acces­si­bile. Rachele si è riem­pita di temakis e makis.

Il giorno dopo, è arrivato il momento di vis­itare il cen­tro storico così abbi­amo iniziato per la Via Paulista, che è la strada più impor­tante della città con edi­fici altissimi, per lo più banche. Abbi­amo anche visto atter­rare un eli­cot­tero sopra un tetto. San­dra poi ci ha rac­con­tato che Sao Paolo ha la flotta di eli­cot­teri pri­vati più grande del mondo, sec­onda solo dopo New York. Siamo poi arrivati al cen­tro vero e pro­prio, qui ci sono dei con­trasti incred­i­bili, ci sono palazzi molto belli ed antichi ed al lato ci sono palazzi tipo favela dove non ci sono finestre di vetro ed al loro posto ci sono tav­ole di legno che la gente usa per chi­ud­ere le finestre, e sono molto ma molto sporchi. In cen­tro abbi­amo vis­i­tato la cat­te­drale del Sè, il monas­tero San Bento, e siamo andati in cima all’edificio Altino Arantes che è un gratta­cielo. Dalla cima di questo edi­fi­cio si può vedere un fan­tas­tico panorama della città e ti rendi conto che quando vedi la linea dell’orizzonte ci sono ancora palazzi e che la città con­tinua anche più in la dell’orizzonte e della tua visione; questo ti fa capire le dimen­sioni di questa città. Lo spet­ta­colo te lo puoi godere solo per 5 minuti per­ché la ter­razza è pic­cola e ci sono molte per­sone che vogliono ved­erlo, si entra gratis pre­vio reg­istro di doc­u­menti e si deve fare una coda abbas­tanza lunga per­ché sal­gono solo 5 per­sone alla volta, ma ne vale la pena.

Ci ave­vano rac­co­mandato di non andare in cen­tro il fine set­ti­mana, per­ché è peri­coloso dato che i com­merci sono chiusi ed in cen­tro riman­gono solo le per­sone povere. Si dice cha Sao Paolo è una città peri­colosa, a noi è sem­brata peri­colosa forse un po’di più di una grande città euro­pea ma non certo tanto come ce lo ave­vano descritto. Siamo andati anche al mer­cato dove abbi­amo man­giato il tipico panino con la mor­tadella solo che questo era un panino caldo ed aveva tipo mezzo hg di mor­tadella den­tro, quasi non ci stava den­tro la bocca hahaha!!! Ad ogni modo ce lo siamo pap­pati tutto!!!! Abbi­amo con­tin­u­ato la nos­tra visita alla città con la zona di Luz dove c’è il famoso Museo della Lin­gua Por­togh­ese che si trova in una parte di una stazione fer­roviaria il cui palazzo è molto antico e molto bello, pec­cato però che tutto attorno l’ambiente non sia poi così piacevole.

San­dra ci ha detto che stanno cer­cando di ren­dere il quartiere migliore sman­tel­lando case fave­las e costru­endo edi­fici nuovi. La nos­tra visita al cen­tro ter­minò con la strada 25 di Marzo dove ci sono un sacco di negozi che ven­dono di tutto e c’è un sacco di gente, insomma un bell’ambiente diver­tente e piacevole. L’ultima cosa che vera­mente vol­e­vamo vedere prima di andarcene era la zona dei graf­fiti vicino a casa di San­dra, così prima di rien­trare a casa e prima che se ne andasse il sole siamo andati a fare il giro. E’ una zona in cui delle per­sone hanno iniziato a fare graf­fiti e poi il comune gli ha dato il per­me­sso, così oggi ce ne sono un sacco e ven­gono cam­biati molto spesso. Ci è piaci­uto moltissimo.

La nos­tra gior­nata si con­cluse con una pizza Brasil­iana in cui sopra ci met­tono di tutto e che con 4 pezzi sei già più che pieno.

L’ultima mat­tina San­dra ci ha por­tato a fare una passeg­giata nella strada Avenida Faria Lima, un’altra strada sim­ile alla Via Paulista, qui siamo entrati in un cen­tro com­mer­ciale super lusso; la crescita eco­nom­ica qui in Brasile sta cre­ando una classe molto ma molto ricca. Per pranzo invece siamo andati al SESC che è tipo un cen­tro cul­tur­ale patro­ci­nato da imp­rese pri­vate (chi lavora per le imp­rese pri­vate per legge ogni mese deve pagare una tassa per il SESC) dove fanno molte attiv­ità e dove si può man­giare ad un buon prezzo. Questo edi­fi­cio è molto impor­tante dal punto di vista architet­ton­ico, architetti di tutto il mondo ven­gono a ved­erlo, Noi gra­zie all’aiuto di San­dra, che è un architetto, abbi­amo potuto apprez­zarlo e non dire come molti, che è un edi­fi­cio brutto. Un’altra volta è arrivata l’ora dei saluti; San­dra gra­zie 1000 della tua ospi­tal­ità, per aver con­di­viso con noi la tua Sao Paulo e di tutto l’aiuto che ci hai dato!!!!! Spe­ri­amo non passino altri 8 anni prima di rived­erci ancora!!!!

La spi­ag­gia ci aspetta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Iguaçú la parte Brasiliana ed il Parco dei Volatili (Parque das Aves)

Attra­ver­sando la fron­tiera tra Puerto de Iguazú e Foz de Iguaçú abbi­amo las­ci­ato L’Argentina (ritorner­emo tra qualche mese per vis­itare la parte nord) e siamo entrati in Brasile, un paese tutto da sco­prire. Molte per­sone vis­i­tano la parte Brasil­iana del Parco Nat­u­rale di Iguaçu in gior­nata rien­trando, alla sera, in Argentina. In questo caso alla fron­tiera solo bisogna tim­brare il pas­s­aporto nella parte Argentina men­tre in quella Brasil­iana non importa. Noi sic­come pros­eguiamo in nos­tro viag­gio in Brasile, abbi­amo dovuto fer­marci anche alla fron­tiera Brasil­iana per farci tim­brare il pas­s­aporto e, nat­u­ral­mente il bus non ti aspetta. Così facemmo la nos­tra prima apparizione in Brasile con un mezzo di trasporto super mega eccezionale; i nos­tri piedi; si, avete capito bene, entrammo in Brasile a piedi!!!! Meno male che per arrivare al bus che ti porta alle cas­cate Brasil­iane dalla fron­tiera ci saranno circa 1 km; fat­tibile a piedi. Il nos­tro primo incon­tro “uffi­ciale” con il mondo Brasil­iano è stato con gli auto­bus locali. In Brasile non sono esat­ta­mente fatti per viag­gia­tori con gli zaini come noi, infatti bisogna pas­sare per una porta girev­ole di ferro e c’è una per­sona (che non è l’autista) a cui devi pagare il bigli­etto. Pas­sare per questa porta girev­ole con gli zaini non è esat­ta­mente la cosa più facile e più comoda del mondo. Meno male che c’è sem­pre qualche buona anima che ti da una mano alzan­doti un po’ lo zaino. Da subito abbi­amo visto che il Brasile è caris­simo, e noi che ci lamen­tavamo della Patag­o­nia… ‚qui ci costerà di più che nei paesi dove siamo stati fino adesso. In Argentina ed in Cile c’erano molte cose care, per lo più le cose tur­is­tiche, ma qui è caro anche il trasporto pub­blico e le cose di base costano come in Europa, se non di più.

All’entrata del Parco Nazionale di Iguaçu abbi­amo las­ci­ato gli zaini in un armadi­etto o meglio un arma­dione, dato che ci sono stati tutti e due gli zaini grandi, e ci siamo accinti a fare la prima delle numerose code che ci aspet­ta­vano quel giorno. Abbi­amo fatto una coda per com­prare i bigli­etti, un’altra per entrare nell’autobus del parco, un’altra per vedere il punto panoram­ico più bello, e l’ultima per pren­dere il bus per uscire dal parco; dici­amo che abbi­amo pas­sato abbas­tanza tempo in coda; del resto ce lo aspet­tavamo per­ché era ven­erdì santo, per i Brasil­iani, un giorno di festa.

Nella parte Brasil­iana per vedere le cas­cate c’è solo un per­corso; da qui si ha una vista da di fronte e la cosa più bella è che si ha una visione d’insieme di tutte le cas­cate che ci sono nel parco. Ti rendi davvero conto che sono moltissime e che il parco è enorme, anche di più di quello che già sapevi avendo vis­i­tato la parte Argentina.

La vista da qui è incred­i­bile ci sono tan­tis­sime cas­cate. Ce ne sono anche alcune di sopra delle cas­cate che già ave­vamo visto in Argentina; in prat­ica ci sono vari liv­elli di cas­cate uno più in alto che solo si può vedere da qui ed uno più basso che si può vedere anche dalla parte Argentina. La grandezza di questo posto nat­u­rale è incredibile!!!!!!

A noi è piaci­uta molto la parte Brasil­iana ma prefe­ri­amo la parte Argentina dove si ha un con­tatto con la natura e con le stesse cas­cate più da vicino.

Anche qui abbi­amo trovato i nos­tri amici coati, solo che i coati Brasil­iani sono molto più aggres­sivi di quelli Argen­tini; qui si met­tono nella spaz­zatura (in Argentina la spaz­zatura è chiusa in maniera tale che solo una per­sona la può aprire, qui no) tirano fuori tutto quello che c’è den­tro ed appena sentono che apri qualche cosa da man­giare ti guardano in cagnesco e ti vogliono attac­care. Rachele stava aprendo un pac­chetto di cracker ed il coati l’ha guar­data come per dire:”questo è mio!!!” così lei quando ha visto che il coati non si arren­deva ha dis­tanzi­ato lo zaino dal corpo ed il coati ha fatto un salto e si è appeso allo zaino, meno male che quasi subito si è stac­cato e pronta­mente, un sig­nore gli ha lan­ci­ato un sac­chetto di pata­tine vuote ed è rius­cito a dis­trarlo. I coati brasil­iani non ci piacciono!!

Quando siamo usciti dal parco siamo andati a vedere il Par­que das Aves (Parco dei volatili). Per for­tuna qui c’era molta meno gente e la ver­ità è che ci siamo diver­titi un casino!!! Questo parco è molto bello, anche se nor­mal­mente non ci piac­ciono questi tipi di parco per­ché sono come degli zoo con gli ani­mali in gab­bia, ma qui è dif­fer­ente per­ché le gab­bie sono enormi ed il vis­i­ta­tore può entrarci ed avere un con­tatto diretto con gli ani­mali. Rachele era da tempo che aspet­tava questo momento per­ché vol­eva vedere i tucani da vicino; den­tro alla gab­bia sem­brava una bam­bina e si divertì moltissimo a fare 500 foto tutte ai tucani. Siamo anche entrati in una gab­bia di far­falle esotiche (alcune delle quali già ave­vamo visto in natura nel parco di Iguazú in Argentina) in cui c’erano anche dei col­i­brì che sono simpaticissimi.

Qui abbi­amo visto volatili di tutti i tipi come pap­pa­galli dai mille col­ori ed anche ser­penti. All’uscita ci si può anche fare la foto con il pap­pa­gallo nel brac­cio ed è gratis per­ché la fai con la tua macchina fotografica.

Dopo aver vis­i­tato il parco siamo andati a recu­per­are lo Zaino e ci siamo diretti alla stazione degli auto­bus. Sao Paulo arriviamo!!!!

 

Incredibile Iguazú (la parte Argentina)

Le cas­cate di Iguazú sono una di quelle bellezze che sono uniche al mondo e che tutti vor­reb­bero vedere almeno una volta nella loro vita. Il nos­tro viag­gio per arrivare fu ricco di avven­i­menti e con qualche inghippo. Siamo par­titi alla mat­tina da Mon­te­v­ideo, abbi­amo preso un auto­bus per arrivare a Salto, che si trova in Uruguay vicino alla fron­tiera con Argentina, qui abbi­amo cam­bi­ato auto­bus per arrivare a Con­cor­dia in Argentina, ed alla fine abbi­amo preso l’ultimo auto­bus not­turno per arrivare a Puerto Iguazú. Con­cor­dia è un paese pic­col­ino ed i viag­gia­tori si trovano qui solo di pas­sag­gio. La strada prin­ci­pale dista circa 15 km dal paese, e per gli auto­bus di tratta lunga entrare a Con­cor­dia rap­p­re­senta una perdita di tempo, così la com­pag­nia ti mette a dis­po­sizione un taxi che ti accom­pa­gna nella strada ed aspetta con te l’autobus cor­retto. Questo auto­bus è stato il più comodo in asso­luto nel quale abbi­amo viag­giato, pec­cato però che quando man­ca­vano circa 3 ore per arrivare a des­ti­nazione l’autobus si è rotto; dap­prima abbi­amo aspet­tato il mec­ca­nico, che non è mai arrivato a causa di una man­i­fes­tazione che bloc­cava la strada, poi per for­tuna ci hanno mandato un auto­bus sos­ti­tu­tivo. In totale abbi­amo pas­sato 2 ore nella stazione di servizio; in tutto questo tempo abbi­amo fatto ami­cizia con le per­sone locali che erano nel bus con noi e ci hanno rac­con­tato tutti i loro punti di vista su Europa, la crisi e la situ­azione eco­nom­ica in Argentina. Alla fine eravamo tutti amici. Siamo arrivati a Puerto Iguazú dopo 27 ore di viag­gio. Gra­zie al cielo abbi­amo trovato quasi subito un ostello libero, pulito ed eco­nom­ico (era la set­ti­mana di Pasqua) che da poco ave­vano cam­bi­ato ges­tione e la pro­pri­etaria doveva farsi conoscere così faceva buoni prezzi. L’ostello si chiama Irupe Hos­tel. Puerto Iguazú non offre molto al tur­ista, le per­sone allog­giano li per andare a vedere le cas­cate di Iguazú e l’unica cosa che vale la pena vis­itare nella cit­tad­ina è Hito Tres Fron­teras dove si incon­trano i fiumi Paraná ed Iguazú. Qui c’è un punto panoram­ico da cui si vedono il lato Brasil­iano ed il lato Paragua­iano; in sostanza da qui si vedono tutti e 3 i paesi. A Hito Tres Fron­teras abbi­amo conosci­uto Luci, una ragazza spag­nola con la quale abbi­amo par­lato un bel po’.

Il giorno suc­ces­sivo abbi­amo preso il primo auto­bus per andare al Parco Nazionale di Iguazú a vedere le cas­cate. Il parco dal lato Argentino è molto grande e ci sono molte cose da vedere, noi, per non vedere tutto di corsa, abbi­amo deciso di andarci 2 giorni. Appena entrati nel parco abbi­amo incon­trato un sacco di ani­maletti sim­ili a scoiat­toli che si chia­mano coatis. Questi ani­mali non hanno per niente paura delle per­sone e si avvic­i­nano a grandi e pic­cini, occhio, sono sem­pre ani­mali sel­vatici quindi bisogna stare un po’ attenti. La prima cosa che vol­e­vamo vedere era la Gar­ganta del Dia­blo (la Gola del Diavolo) la cas­cata più grande e più famosa del parco. Per arrivare bisogna pren­dere un trenino che ti las­cia davanti della passerella di 1 km che passa sopra alla parte supe­ri­ore del fiume Iguazú. A mano a mano che ci avvic­i­navamo alla Gola de Diavolo il rumore dell’acqua si faceva sem­pre piú forte. Con abil­ità e destrezza abbi­amo las­ci­ato tutti indi­etro ed abbi­amo potuto, anche se solo per pochi minuti, goderci lo spet­ta­colo quasi in soli­tario prima che la mon­tagna di tur­isti arrivasse. Alla vista di questa mer­av­iglia siamo rimasti di pietra, la cas­cata è davvero enorme e mer­av­igliosa. La quan­tità di acqua che scorre è una cosa impos­si­bile da immag­inare, il forte rumore dell’acqua e la neb­bi­olina di acqua che ti viene addosso e ti bagna tutto ti fa sen­tire parte inte­grante di questa bellezza naturale.

Dopo aver con­tem­plato e ricon­tem­plato questa stu­penda creazione della natura, abbi­amo ripreso il treno per andare a per­cor­rere il cam­mino Infe­ri­ore che passa sotto le cas­cate. Nel cir­cuito ci sono vari punti panoram­ici con vista alle altre cas­cate prin­ci­pali ed alla Gar­ganta del Dia­blo da lon­tano. Anche queste cas­cate sono mer­av­igliose, sono tante, e ved­erle tutte assieme ti sem­bra di essere in una valle incantata.

Abbi­amo deciso poi di fare una cosa tipi­ca­mente da tur­ista che però ci è piaci­uta molto. Con un gom­mone con 2 motori super potenti siamo andati tal­mente vicino alle cas­cate che ci siamo bag­nati dalla testa ai piedi. L’intensità dell’acqua che ti cade sopra ti fa man­care il respiro, il rumore della cas­cata è for­tis­simo e tutti gri­dano più che altro sti­mo­lati dal cam­era­man e dall’adrenalina che ti mette questa espe­rienza. Fan­tas­tico, noi lo con­sigliamo a grandi e piccini.

Tutti zuppi ma felici, siamo andati ad asci­u­garci e man­giare un panino nella mini spi­ag­gia dell’isola San Mar­tin (qui ci si arriva con una barca pic­col­ina inclusa nel prezzo del bigli­etto del parco). Faceva un caldo incred­i­bile così ci siamo asci­u­gati abbas­tanza in fretta. Sod­dis­fatti e quasi asciutti, siamo andati per il sen­tiero che c’è nell’isola. Alla fine del sen­tiero si arriva ad un punto panoram­ico da cui si vedono le cas­cate di fronte. Sono tal­mente tante e tal­mente belle che anche qui siamo rimasti un bel po’ a con­tem­plarle, ascoltando il rumore dell’acqua e osser­vando ogni sin­golo particolare.

In questa parte c’è meno gente così si può stare più tran­quilli. Qui abbi­amo incon­trato vari ani­mali, quello che più ci ha incu­rios­ito è stato un lucer­tolone grande che passeg­giava per il sen­tiero. Rien­trammo dall’isola con l’ultima barca disponi­bile e ter­mi­nammo il cir­cuito infe­ri­ore prima di uscire dal parco e farci tim­brare il bigli­etto in maniera da pagare solo la metà il giorno successivo.

Il nos­tro sec­ondo giorno nel parco iniziò con un sen­tiero che passa nel mezzo della selva, il sen­tiero Macuco è il sen­tiero più nat­u­rale e sel­vag­gio di tutto il parco. Qui ven­gono poche per­sone per­ché non ci sono grandi cas­cate ma si, si pos­sono vedere molti ani­mali se si ha for­tuna. Noi per cer­care di vedere qualche ani­male cam­mi­navamo pianino pianino pre­stando atten­zione ad ogni sin­golo rumore, ad ogni sin­golo cinguet­tio più o meno strano (qui ci sono uccelli che fanno rumori di ogni tipo dai cinguetti più leg­geri, a dei rumori come di una sega, o come di un martello etc… rumori strani e forti che non ti sem­bra vengano da ani­maletti tanto carini). Sapere che mil­ioni di occhi sono pun­tati su di te in quel momento, assieme a tutti questi suoni nuovi che un po’ ti inqui­etano ed un po’ ti incu­rio­sis­cono; è un mis­cuglio di sen­ti­menti con­trastanti. Alla fine siamo rius­citi a vedere e fotogra­fare un armadillo, varie lucer­tole, molte far­falle di col­ori dif­fer­enti e bel­lis­sime (Rachele va matta per le far­falle) ma il piatto stella fu vedere un ser­pente verde che si stava man­giando un animaletto.

Alla fine del sen­tiero si arriva ad una pic­cola cas­cata, dici­amo che il bello è il sen­tiero, non dove arriva. Quando quasi eravamo usciti dal sen­tiero si alzò un vento for­tis­simo ed il cielo diventò rap­i­da­mente nero; di li a poco iniziò una piog­gia tor­ren­ziale; meno male che ci dette il tempo di arrivare in una zona del parco cop­erta. Abbi­amo approf­ittato per man­giare i nos­tri panini e dopo la tor­menta abbi­amo preso il treno e, fiduciosi nel fatto che molti tur­isti spaven­tati dal tempo se ne erano andati, siamo ritor­nati alla Gar­ganta del Dia­blo; c’era gente, ma non moltissima (almeno quando siamo arrivati noi) il cielo non era splen­dido come il giorno prima ma c’era meno vento, quasi non ti veniva acqua addosso e si poteva vedere la Gola ancora meglio fino in fondo dove cade l’acqua. La nos­tra sec­onda gior­nata ter­minò con la visita all’ultimo per­corso che ci man­cava il per­corso supe­ri­ore, da qui si vedono le cas­cate dall’alto.

Verso l’ora di chiusura siamo usciti dal parco super emozionati, per avere potuto vedere questo spet­ta­colo nat­u­rale così da vicino ed essere entrati in con­tatto con la selva che la cir­conda. Il lato Brasil­iano delle cas­cate ed il Brasile ci aspettano!!!!!