Fino ad oggi abbiamo già definito come meravigliosi, incredibili, stupendi molti dei luoghi che abbiamo visto ma i giorni che abbiamo passato nel Parco Nazionale di Lençois Maranheses sono stati indimenticabili.

Arrivare in questo posto è tutta un avventura. La mattina prestino siamo partiti da Jericoacoara in una jeep che ci ha portato per un cammino molto bello fino ad arrivare a Camocin. Nel cammino siamo passati per spiagge lunghissime, dune e laghetti. La parte più divertente è stata quando la jeep è salita sopra una zattera di legno e “l’autista” la spingeva mettendo un bastone di legno nel fondo del lago.

Come fare attraversare un lago ad una jeep

A Camocin dopo aver aspettato un paio di orette abbiamo preso un van in direzione Parnaíba, e da qui un bus per Paulino Neves dove finisce la strada.

Alle 4 del mattino (ancora non sapevamo che sarebbe stato l’inizio di 4 giorni consecutivi con sveglia prima del’alba) abbiamo preso una jeep per arrivare a Barreirinhas che è il paesetto da dove partono le escursioni per il parco nazionale. Questa è stata la parte del viaggio in assoluto più divertente. Siamo partiti che ancora era notte, siamo passati per vari laghetti profondi quanto basta per sentire il motore del 4×4 andare sotto acqua e siamo andati su e giù per le dune del deserto per terminare poi il tragitto tra la vegetazione tropicale in una “strada” di sabbia con un miliardo di buche. Passando abbiamo svegliato tutta la natura, cavalli, mucche, pecore, asini ed un sacco di volatili. Tutti ci guardavano e sembravano inviarci a quel paese!!!

Nel tragitto ci siamo fermati varie volte a caricare delle persone che sembravano apparse dal nulla; attorno a noi solo c’erano solo dune e vegetazione fitta, niente altro, non c’erano strade ne di asfalto ne di terra ne di sassi, nulla di nulla, l’unica “strada” era dove passavamo noi, eppure quelle persone erano li ad aspettare la jeep, chissà da dove venivano!! Arrivati a Barreirinhas abbiamo conosciuto Irene una ragazza catalana che stava viaggiando per il Brasile, con lei siamo andati a fare colazione e poi a vedere come potevamo arrivare ad Atins. Avevamo letto abbastanza della zona ed Atins ci sembrava il posto migliore da dove iniziare la nostra visita al parco nazionale. Peccato però che a Barreirinhas tutti ti dicono che ad Atins non c’è nulla e cercano di venderti uno dei loro tour. Noi cocciuti abbiamo insistito finché abbiamo trovato una barca che ci ha portato a destinazione. La barca era piccolina; per fortuna, dato che avevamo tutti gli zaini, eravamo gli unici passeggeri a bordo. Abbiamo percorso il fiume fino ad Atins ma prima di arrivarci abbiamo fatto qualche fermata; ci siamo fermati a Vassouras dove c’è il Parco Nazionale del Piccolo Lençois Maranheses qui siamo saliti su una duna e ci siamo goduti lo spettacolo del piccolo deserto; peccato però che nei laghi non c’era nemmeno una goccia d’acqua. La seconda fermata l’abbiamo fatta a Caburè che è un paesetto che si trova in una lingua di terra tra il mare ed il fiume, qui vivono solo pescatori in casette di legno e foglie di palma e ci sono alcune pousada (un po’ meglio di un ostello), Caburè è veramente molto bello. L’ultima fermata prima di Atins l’abbiamo fatta a Madacaru, un’altro paesetto di 3000 persone in cui c’è un faro da cui si può vedere il panorama circostante, basicamente vegetazione e deserto, molto strano e molto molto bello. Quando sia arriva a Madacaru con la barca dei bambini attorno ai 6-8 anni si offrono di farti da guida e ti cantano canzoni tipiche del posto mentre ti accompagnano al faro. Siamo arrivati ad Atins verso le 15 e non c’era un’ anima viva, faceva un caldo cane e noi avevamo tutti i bagagli; camminare sotto il sole con gli zaini, in una strada di sabbia di circa 20 cm di altezza in cui sprofondi con le scarpe fino a quasi la caviglia, non è facile così alla prima pousada che abbiamo trovato ci siamo fermati. Avevamo una fame cane, e siamo andati a vedere se trovavamo qualche cosa da mangiare, sembrava di stare in un film del terrore, tutto deserto niente strade solo sabbia e di tanto in tanto qualcuno che si affacciava dalla porta o finestra per curiosare e vedere chi eravamo. Qui l’elettricità c’è ma non è costatante ed a volte la tolgono quindi i pochi ristoranti che ci sono non comprano provviste per paura che gli vadano a male. Alla fine per fortuna abbiamo trovato un ristorante/pousada dove la ragazza si e messa a farci un petto di pollo fritto con naturalmente riso e fagioli. Ah vi informo che internet ed la rete mobile non arrivano quindi si è completamente isolati. Facendo una passeggiata per il paese abbiamo conosciuto Maduro (il suo nome originale è Fernando) che è una guida molto esperta del Parco Nazionale de Lençois Maranheses. All’inizio abbiamo parlato con lui per fare la camminata fino a la Laguna Verde poi però camminando per la spiaggia abbiamo incontrato Masieo (amico di Maduro) e guida anche lui che rientrava da una camminata di 3 giorni con quattro francesi e ci ha proposto di fare una camminata di 2 giorni dormendo in un oasi nel deserto. A noi sembrava una cosa super interessante così dopo aver discusso i dettagli ci siamo messi d’accordo per partire il giorno successivo. Quella stessa sera siamo stati in compagnia di una guida Argentina con due inglesi e con i francesi che avevamo trovato con Masieo di rientro dalla camminata. Non sapevamo che Maria la proprietaria della pousada dove alloggiavamo è una buona cuoca e tutti vengono li a mangiare. I ragazzi inglesi arrivavano dall’amazzonia, perfetto per darci dei consigli!!

Alle 4 del mattino stavamo già facendo colazione ed alle 4.30 stavamo già camminando; per fortuna c’era luna piena che ci illuminava un po’il cammino. E’ una camminata abbastanza dura che passa per il deserto, quindi si parte molto presto la mattina per evitare per quanto possibile il caldo. Alla fine siccome Masieo aveva male ad una spalla, ci ha accompagnato Maduro. Dopo essere usciti da Atins abbiamo camminato nel mezzo delle dune fino ad arrivare ad un altro paesetto che si chiama Canto di Atins, qui abbiamo fatto una pausa e Maduro si è fumato una canna (ed abbiamo riso tanto quando la sera ci ha spiegato che senza la canna non gli funziona il navigatore per orientarsi tra le dune hahahaha!!!), abbiamo ripreso il cammino dapprima per la spiaggia, un’altra oretta e mezza, per poi rientrare nel mezzo delle dune.

La verità è che essendo molto vicini all’equatore il sole si alza molto velocemente e ce l’hai in testa fino dalle 8 del mattino, così già da quell’ora fa un caldo incredibile. Non siamo Vatussi ma la luce del sole l’abbiamo vista per primi lo stesso!!!! 🙂 Ci siamo messi un sacco di protettore solare, eravamo bardati con pantaloni lunghi e cappello tutto per non bruciarci ma alla fine un pelino ci siamo bruciati lo stesso. Nonostante ci fossero anche qui molte laghi secchi, a mano a mano che avanzavamo cominciavamo a vedere laghi con sempre più acqua in un paesaggio super iper mega incredibile. C’erano dune e sabbia ovunque ed in mezzo laghi con acqua azzurra e cristallina uno spettacolo indimenticabile!!! Eravamo affascinati da ciò che vedevamo e non ci sembrava nemmeno di stare sulla terra, sembrava un’altro pianeta, nuovo, sconosciuto e bellissimo!! Quando siamo arrivati al Lago Verde, ci siamo fatti un bel bagno, che soddisfazione, la temperatura dell’acqua era perfetta, l’acqua era pulitissima, azzurrissima e cristallinissima.

Laguna Verde

Siamo stati un bel po’ nell’acqua per rilassarci un po’ anche perché non essendoci vegetazione non c’è nessun posto in cui si può stare all’ombra. Dopo il bagno siamo ripartiti per il deserto. Per tutto il tempo eravamo gli unici nel deserto, non c’era nessun altro nè turisti nè persone locali, il deserto ed i laghi erano tutti per noi!!! Che pace e tranquillitá!!!! Camminare tra le dune non è cosa semplice specialmente quando come adesso non piove molto (questa è la stagione delle piogge ma ci hanno detto che quest’anno è molto secca) la sabbia al posto di essere ben compatta e dura è molle e si sprofonda un po’ con i piedi.

Panorama del deserto di Leçois Maranheses

In questa zona le dune hanno un lato in cui la sabbia e compatta ed un altro in cui la sabbia è molto molto molle nella quale si sprofonda fino al ginocchio. L’unica cosa che ti aiuta abbastanza durante questa camminata sono i laghi che trovi in cui puoi rinfrescarti e bagnare tutti i vestiti per resistere al calore.

Lago nel deserto di Leçois Maranheses

Maduro cammina molto più veloce di noi ed a volte stava a 2 -3 dune di distanza senza però mai perderci di vista, e sempre indicandoci il cammino più facile per evitare il più possibile di salire e scendere dalle dune quando non era necessario. Dopo 7,5 di cammino un miraggio, della vegetazione!!! No, non era un miraggio era davvero vegetazione, era l’oasi dove andavamo a dormire yuppi!!!! La felicità si stroncò quasi di immediato quando Maduro ci disse quanto tempo mancava per arrivare, non importa la vediamo e presto si avvicinerà!!!! Dopo 10 ore di camminata siamo arrivati all’oasi, qui c’è un sacco di vegetazione e laghi è molto bello e rincuorante vedere tutta questa vegetazione in mezzo al deserto!!! L’oasi si chiama Baixa Grande qui vivono solo cinque famiglie, completamente isolate dal resto del mondo. Già stavamo immaginando il nostro pranzo, ma no no no, ci aspettava un’altra ora di strada in cui abbiamo dovuto attraversare vari laghi alcuni con un sacco di pantano nel fondo, a volte mettendoci gli zaini sulla testa per non bagnarli. Rachele era molto stanza anche perché ogni volta che attraversavamo un lago si doveva togliere le scarpe e rimetterle per camminare nella sabbia che era abbastanza calda o nell’erba. Gli ultimi laghi in cui l’acqua era bassa Gabor l’ha presa sulle spalle.

Alla fine dopo 11 ore di camminata siamo arrivati alla casa dove abbiamo trascorso la notte. Qui vive una famiglia nella sua umile casa fatta di legno e foglie di palma con i suoi animali: galline, capre, maiali, cani tutti assieme appassionatamente.

Oasi nel deserto di Leçois Maranheses

Vicino alla casa principale c’era un’altra casetta fatta con gli stessi materiali in cui la signora mise 3 amache dove abbiamo dormito noi e Maduro.

Dormire in un'amaca

Qui non ci sono porte e quindi dentro passa sempre un po’ d’aria. L’acqua la raccolgono da un pozzo e hanno un generatore elettrico che accendono per alcune ore la sera. Per pranzo/cena abbiamo mangiato una gallina di casa buonissima che la signora aveva ammazzato poco tempo prima e poi ci siamo fatti una doccia con l’acqua del pozzo che avevamo messo in un contenitore grande nel bagno e si doveva usare un’altro più piccolo per lavarsi. Eravamo talmente stanchi che dopo aver mangiato e fatto due chiacchiere con Maduro ed il padrone di casa alle 9 siamo andati a letto.

Il giorno dopo, altra levataccia, alle 4 tutti in piedi, colazione veloce e via per il deserto!!! Per fortuna ci aspettavano solo due ore di deserto, poi saremo arrivati alla spiaggia in cui la strada è piana, basta saliscendi per le dune. Per svegliarci definitivamente, alle 5 del mattino, ci è caduto sulla testa un temporale super forte di 10 minuti. Camminare tra le dune e vedere spuntare l’alba è qualche cosa di indescrivibile, ci sono dei colori stupendi e si vede il sole crescere tra le dune; eravamo ancora più affascinati del giorno precedente ed abbiamo fatto un sacco di foto!!!

alba a Leçois Maranheses

Alba a Leçois Maranheses

Arrivati alla spiaggia ci siamo riposati in una capanna di pescatori (loro stanno qui tutta la settimana e se ne vanno il fine settimana), ad aspettare che la marea scendesse. Nonostante facesse molto caldo e molto vento abbiamo camminato abbastanza velocemente in un paesaggio di spiaggia infinito interrotto solamente da alcune capanne di pescatori e da alcune capre selvagge.

Tartaruga morta con uccelli che se la vogliono mangiare

Per l’ora di pranzo siamo arrivati a Canto di Atins dove abbiamo mangiato un piatto di gamberoni con una salsa squisita e dove ci siamo fatti un pisolino di un’oretta prima di rientrare ad Atins. La sera ci siamo regalati una cena di pesce che ci ha preparato Maria. I nostri fisici erano abbastanza stanchi e ci sarebbe piaciuto dormire ma per arrivare a Barreirinhas c’è una barca che parte alle 3 del mattino, così un’altra levataccia ed alle 2.30 freschi come due rose appassite ci siamo presentati per bere il caffè prima di andare a prendere la barca con il marito di Maria (la proprietaria dell’ostello). Sembrava una cosa surreale camminare alle 3 del mattino per strade di sabbia con una persona anziana che trasportava barattoli di pittura e noi con gli zaini. Il viaggio durò quattro ore e naturalmente noi eravamo gli unici turisti a bordo. Questi quattro giorni nonostante la stanchezza ci hanno riempito di energia per avere visto la bellezza di questi luoghi tanto diversi da quelli che avevamo visto in precedenza e per aver vissuto un’esperienza tanto autentica in un posto remoto con persone locali molto gentili come la nostra guida Maduro. Ci aspetta Sao Luís per entrare alle porte dell’Amazzonia da Belém!!

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