Arrivare nella capitale della Cambogia è stato un calvario e non per la distanza. Se il buongiorno si vede dal mattino, dovevamo avere già capito fin da subito che non sarebbe filato tutto liscio.

Quando a Pursat siamo andati per comprare il biglietto del bus ci dissero che dovevamo aspettare fino alle 12.30, erano le 9.30…. Rassegnati siamo andati in un bar a passare il tempo e quando siamo ritornati ci hanno messo in un bus con tutte persone locali, su questo nessun problema non fosse per il fatto che questo benedetto bus, si fermava ogni mezz’ora, per mangiare, fare pipì, comprare cose e quando arrivammo a Phnom Phen sembrava che si fermasse di fronte alla casa di ogni singolo passeggero. Il bus che dovevamo prendere ci doveva lasciare in centro ma non fummo sorpresi di vedere che alla fine ci lasciò fuori. Contrattammo il prezzo di un tuk-tuk, il ragazzo che guidava non aveva la minima idea di dove fosse l’ostello che volevamo. Arrivati all’ostello ci chiese più soldi; qualsiasi altro giorno lo avremmo preso con un sorriso e di una buona forma ma oggi no, ci siamo messi a discutere ed alla fine abbiamo pagato quanto avevamo stabilito. Diciamo che Phnom Phen non ci ha accolto a braccia aperte!

Per fortuna l’impressione della città migliorò con il passare dei giorni. Phnom Phen è una cittá molto grande con moltissimo rumore de un sacco di traffico. Come tutte le città grandi e piccole asiatiche non è pedone friendly, nei marciapiedi si trovano, banchi di cibo, macchine, moto tutto insomma a parte dei pedoni. Totalmente diversa dalla capitale Laosiana nella quale c’è un caos calmo qui c’è un caos caos, ed anche questo è parte della sua bellezza.

Siamo arrivati nella capitale cambogiana giusto giusto la settimana in cui c’erano le celebrazioni per il funerale del re di Cambogia.
Il re morì lo scorso ottobre in Cina e questa settimana per il rientro del corpo in patria era una settimana di festa.

Camminando nelle vicinanze del palazzo reale e vicino al fiume c’erano uomini, donne, bambini e ragazzi/e vestiti con una gonna o pantalone nero ed una camicia bianca in segno di lutto. Molti di loro avevano una coccarda con la foto del re de i più fanatici si compravano addirittura foto del re con la sua famiglia. Le foto non erano solo quelle recenti, compravano anche le foto di quando il re era giovane. Per noi è una cosa strana ma si vedeva proprio che le persone lo amavano.

Ci siamo rilassati abbastanza in questo caos caos, abbiamo passeggiato per quartiere lussuoso BKK1 dove ci sono tutti gli espatriati con le loro ville, ristoranti carissimi che non sembra nemmeno di essere in Cambogia. Siamo stati in un mercato vicino all’ostello molto movimentato e tutto colorato di rosso, tra poco è il capodanno Cinese e tutto sta per essere decorato.
Abbiamo passeggiato sulle rive del fiume Tonlé Sap e visto dove questo fiume si unisce con il Mekong.
Phnom Phen è una città con molti contrasti, c’è molta povertà, ma allo stesso tempo stanno sorgendo grattacieli ed edifici moderni, e come Barcellona anche Phnom Phen ha il suo grattacielo a forma di vela.

Abbiamo camminato un bel po’ cercando il famoso lago che è una delle attrazioni principali della città. Dopo aver cercato il lago e non averlo trovato abbiamo chiesto indicazioni alle persone locali e ci hanno risposto che il lago non c’è più, che circa un anno fa una azienda ha comprato la terra ed ha chiuso il lago. Pensate che nell’edizione più aggiornata della Lonely Planet si parla di questa zona come la zona in cui ci sono gli ostelli con vista al lago, ed il lago non c’è più!

Non potevamo non andare a vedere il Museo de Genocidio Tuol Sleng risalente all’epoca della dittatura dei Khmer Rouge. I Khmer Rouge avevano trasformato una scuola in un carcere in cui torturavano i prigionieri. È un luogo molto impressionante, durante la visita tutti quanti rimangono in silenzio. Vedendo le piccole celle, gli strumenti di tortura e le foto molto dure di alcuni delle tre milioni di persone che sono morte ti fa vergognare un po’ il fatto che nel nostro mondo occidentale non si sappia quasi nulla di questa recente epoca.

Lasciamo la capitale Cambogiana, e per la prima volta nella seconda parte di questo viaggio andiamo al mare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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