Appena scesi dalla barca nel porto di Santarém ci abbordò un signore che alla fine era il cognato di Gil, la guida che avevamo contattato per fare una escursione i due giorni successivi nella selva. Dato che siamo arrivati con un giorno di ritardo e non avevamo avuto la possibilità di parlare con Gil durante il viaggio in barca, non sapevamo esattamente il programma. Appena abbiamo incontrato Gil, è iniziata la nostra avventura. Il gruppo era formato da noi e da Caroline una ragazza olandese che sta facendo una ricerca per l’università sulle piantagioni di soia che a quanto pare qui a Santarém si stanno moltiplicando di giorno in giorno. Gil è nato a Santarém, la sua famiglia viveva nella selva e pertanto anche lui è cresciuto in questo ambiente, inoltre sono molti anni che lavora come guida in questa zona e parla perfettamente inglese. Lui non solo ti fa conoscere la bellezza dell’Amazzonia ma si impegna anche molto per sensibilizzare le persone relativamente all’importanza della protezione e conservazione di questa meraviglia della natura che è il polmone della terra e che sempre più è a rischio.

La nostra escursione è iniziata con la visita del mercato di Santarém dove ogni giorno un signore dà pesce ai delfini rosa ed a degli uccelli bianchi. Qui è diventato una specie di attrazione turistica.

Delfino Rosa

Uccello dell'amazzonia

Dopo aver comperato qualche cosa per il pranzo siamo andati a vedere una delle piccole cittadine create da Henry Ford, il multimilionario dell’impresa Ford. Tutta la zona si chiama Fordlandia e noi abbiamo visto la località di Belterra, qui ci sono case molto carine con dei giardinetti molto ben tenuti. Nella strada fu molto triste vedere come l’uomo ha distrutto parte della selva chiamata secondaria, per creare piantagioni di soia. La parte più triste è che il governo al posto di proibire tutto ciò lo incentiva per fare in modo che le popolazioni possano avere più soldi. A mezzogiorno siamo andati a mangiare a casa di una coppia che vive al lato del Parco Naturale Tapajós e dopo pranzo ci siamo addentrati nella selva. Aparecida (la signora della casa) ci ha fatto da guida nella giungla profonda. Aparecida, per gli amici Cida è cresciuta nella selva e conosce tutto di questo ambiente e si muove nella giungla con una naturalezza incredibile. Abbiamo lasciato la macchina nel sentiero principale e ci siamo addentrati nella selva fitta fitta. Qui non ci sono sentieri e per passare bisogna farsi spazio tra la vegetazione. Cida con un’accetta creava un cammino, tagliando le rame a mano a mano che avanzavamo. Fu molto emozionante, eravamo molto eccitati; camminare nella giungla tagliando la vegetazione per poter passare, lo avevamo visto fare solo nei film!! La vegetazione è molto fitta, l’umidità è altissima ed in più ogni due secondi ci sono foglie ed insetti che ti cadono sulla testa, tutta un’avventura!!! Dopo aver camminato un po’, Cida incontrò l’albero perfetto dove mettere le nostre amache, era un albero enorme con un tronco super grosso, l’unico problemino era che tutto attorno era pieno di erbe e piccoli arbusti. Senza nessun problema e nel giro di cinque minuti Cida tagliò ciò che era necessario in maniera da creare uno spazio per le nostre amache.

Accampando nella foresta amazzonica

Dato che questa è stagione delle piogge, bisogna essere pronti nel caso in cui, nel bel mezzo della notte, inizi a piovere. Ricordiamo che siamo in mezzo alla selva e non è facile ne veloce ritornare all’auto e meno nel mezzo della notte quindi bisogna trovare un altro rimedio. Per questa ragione, abbiamo iniziato a costruire una tettoia al lato delle amache in modo da ripararci qualora fosse stato necessario.

Preparandoci per dormire nell'amazzonia

L’unico problema è stato che non abbiamo trovato la palma adatta dalla quale prendere le foglie per creare il tetto; così quando Gil è andato a prendere il marito ed il figlio di Cida, ha preso anche un telone di plastica per fare il tetto. Dopo aver sistemato la tettoia, che per fortuna alla fine non abbiamo usato perché non ha piovuto, abbiamo iniziato a preparare la cena. Cida taglio dei rami di alcuni alberi ci fece una punta e ci infilzò il pollo che abbiamo cucinato nel fuoco. Inutile dire che era super iper mega buono anche perché Cida ci aveva messo il Colorado, una spezia molto usata da queste parti.

Mangiare come gli indigeni

Con la pancia piena e molto contenti ci siamo distesi nelle nostre amache bevendo Caipirinha, fatta da Gil, ed abbiamo ascoltato le avventure di Gil nella selva e la storia di quando è andato a vedere una tribù. Alla fine per farci dormire meglio Gil ci rassicurò dicendoci di dormire tranquilli che nel caso di attacco da parte di un giaguaro nessuno avrebbe potuto farci nulla, nemmeno lui. Rassicuriamo tutti informando che non è poi così facile incontrare giaguari in questa zona, siccome le tribù locali li cacciavano, normalmente si mantengono ben lontani dagli esseri umani. Dormire nell’amaca ascoltando i rumori della giungla è una esperienza indimenticabile. Abbiamo ascoltato molti grilli, scorpioni, volatili di tutti i tipi e ci fecero visita anche delle scimmie notturne che facevano cadere foglie e piccoli rametti nelle nostre amache. Gábor ha dormito abbastanza bene, svegliandosi di tanto in tanto per i rumori degli animali, mentre Rachele fece un po’ più di fatica anche se alla fine è stata contenta così perché ha potuto apprezzare tutti i minimi suoni che la circondavano. Di notte certi animali fanno un rumore fortissimo specialmente quando le scimmie si mettono a gridare per marcare il territorio; QUI le potete ascoltare. Adesso sappiamo che il rumore che avevamo sentito a Ilha Grande e che pensavamo fosse un giaguaro o qualche cosa di simile in realtà era una scimmia.

Alle 4 della mattina ci siamo svegliati per andare e vedere l’alba da un posto speciale. Qui abbiamo ascoltato le scimmie che facevano un rumore ancora più forte rispetto alla notte. Dopo aver visto l’alba siamo andati a vedere la terra che una volta era di proprietà della famiglia di Gil.

Albero gigante di Redwood

Qui ci hanno spiegato come si estrae la gomma degli alberi; poi abbiamo fatto una breve camminata su un percorso che avevano creato i nonni di Gil nel quale ci sono un sacco di alberi da frutta selvatici e piante medicinali.

Ragantela

Uscendo dal parco abbiamo visto anche un piccolo cervo. Arrivati a casa di Cida ci siamo fatti una doccia, abbiamo fatto una buona colazione e siamo partiti per Santarém dove ci aspettava una piccola barca per andare a vedere la foresta inondata. A causa delle piogge dei giorni precedenti, in alcune strade di Santarém c’era l’acqua alta, un po’ come a Venezia. Prima di arrivare alla foresta inondata siamo andati a vedere l’incontro delle acque del fiume Amazzonia e del fiume Tapajós, è molto interessante vedere come i differenti colori dei differenti fiumi rimangano separati quando le acque si incontrano.
Nella selva inondata è molto più facile vedere animali perché, grazie ai vari metri di acqua, si riesce a stare più vicino alla cima degli alberi, dove normalmente ci sono gli animali. Abbiamo visto molti tipi di volatili, svariati bradipi ed alcune iguane. I bradipi sono degli animali curiosi, passano le giornate sopra gli alberi mangiando foglie e quando ti vedono, con una lentezza incredibile, vanno tra le foglie per nascondersi. Qui abbiamo capito l’espressione “sei un bradipo” hahaha!!!

Uccelli dell'Amazzonia

Ciò che più ci è piaciuto è stato passare nel mezzo della foresta con la barca ed anche qui la guida ha dovuto tagliare dei rami in maniera da poter passare con la barca. In questo ambiente c’era un’atmosfera magica ed allo stesso tempo misteriosa, forse dovuta alla poca quantità di luce che entrava.

Foresta innondata

Water Lili

Abbiamo provato alcuni frutti esotici che crescono nella giungla, quello che più ci è piaciuto sono state le cosiddette caramelle della giungla. Rientrati al porto siamo andati a Alter-do-Chao.. Alter-do-Chao è famosa per le sue spiagge caraibiche che nella stagione secca sono piene di turisti, perfino Bill Gates è venuto da queste parti. Nella stagione delle piogge però la spiaggia scompare e si possono solo vedere i tetti dei bar. Naturalmente ad Alter-do-Chao non c’era nemmeno l’ombra di un turista!!
Abbiamo dormito a casa di Gil che abita con la fidanzata e la sua bimba, Flora, di 10 mesi super coccola!! Abbiamo cenato con un buon pesce del fiume Amazzonia fatto alla griglia che avevamo comprato nel porto di Santarém il pomeriggio. Abbiamo dormito nelle amache che abbiamo ancora una volta riscontrato che l’amaca è comodissima e ci piace da matti dormirci sopra!!

L’ultimo giorno abbiamo fatto una passeggiata per il paesetto ed abbiamo incontrato gli amici che avevamo conosciuto nella barca nel viaggio da Belém a Santarém; loro erano appena arrivati a Alter-do- Chao. Fu un peccato non avere potuto trascorrere un po’ più di tempo con loro ma dovevamo andarcene per non perdere l’autobus per l’aeroporto ed evitare di pagare un taxi carissimo. Le ultime ore a Santarém, le abbiamo passate in aeroporto scrivendo il blog e lavorando a uncinetto. Un’altra avventura in Amazzonia ci aspetta, Manaus arriviamooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!

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