Il tragitto in barca ed in bus da Ilha Grande a Rio è passato in fretta, nel bus abbiamo conosciuto una signora inglese che ha vissuto molti anni a Rio e ci ha detto che le piace da morire. Arrivati alla “rodoviaria”, stazione dei bus, di Rio de Janeiro, abbiamo preso un taxi e ci siamo diretti dove lavora David, un couchsurfer che ci ospitò le prime due notti. Il tassista è stato molto gentile tanto che ha chiamato David per chiedergli dove doveva lasciarci. Siccome David doveva lavorare fino alle 18, siamo andati a mangiare qualche cosa li vicino e poi con lui siamo andati a casa.

1. Santa Teresa – il quartiere boemio

David vive nel quartiere di Santa Teresa che è ubicato in una delle tante colline di Rio de Janeiro, un quartiere pittoresco con molti edifici antichi e belli ed un panorama spettacolare. A Santa Teresa vivono molti artisti e David ci ha spiegato che un fine settimana all’anno gli artisti che vivono qui aprono le porte di casa sua e le persone possono entrare a vedere come lavora l’artista e a partecipare a seminari, ci è sembrata una cosa molto carina ed interessante. Vicino a Santa Teresa c’è Lapa un quartiere molto popolare per la vita notturna, qui si va per ballare o bere qualche cosa, il venerdì ed il sabato sera arriva ad esserci talmente tanta gente fuori dai locali che per sicurezza chiudono perfino la strada. A cena siamo andati in un ristorante casereccio in cui si poteva mangiare pizza a volontà e te ne portavano fino a che non dicevi basta. Dopo cena David ci ha disegnato un mappa dettagliato del quartiere e ci spiegò come arrivare a tutti i punti turistici.

2. Il Cristo Redentor, osservando la cittá dall’alto

Abbiamo approfittato del buon tempo del giorno seguente per andare a vedere il famoso Cristo Redentore che si trova nella montagna di Corcovado. Il treno che parte dal centro è abbastanza caro, però noi, su consiglio di David, abbiamo preso un bus davanti casa (quartiere Santa Teresa), con il bus siamo arrivati fino alla salita del monte e da li abbiamo continuato a piedi, avremmo camminato un’oretta. Nel cammino ci siamo fermati nel punto panoramico di Santa Marta da dove si vede il Pao de Azuçar, la città, le spiagge e dall’altro lato il Cristo, la cosa bella è che siamo arrivati li giusto giusto quando non c’era nessuno e abbiamo potuto contemplare il panorama in solitario. Una volta arrivati a qualche km dal monumento si compra il biglietto e con un minibus si sale sopra la montagna per vedere il Cristo Redentore. Il Cristo è impressionante più che altro perché la statua è fatta molto bene, non è molto grande ma lo stesso ti da una sensazione di rispetto e di grandezza.

Cristo Redentore

Il panorama qui è praticamente lo stesso che dal punto panoramico di Santa Marta, l’unica differenza è che qui c’è un sacco di gente e diventa tutto meno idilliaco.

Panorama de Rio de Janeiro

3. Una foresta nella cittá, il Parco Naturale Tijuca

Abbiamo proseguito la nostra passeggiata attraversando il parco naturale Tijuca. Rio è l’unica città al mondo ad avere una selva dentro della città stessa. Qui abbiamo visto un sacco di scimmie, ascoltato un sacco di cinguettii diversi e visto dei tucani, questa volta liberi!

Animali nel Parco Naturale Tijuca

In questo parco non ci sono sentieri e si cammina sempre per la strada, con vari taxi che trasportano i turisti ricchi avanti ed indietro e che un po’ disturbano la quiete del parco. Volevamo andare ad un punto panoramico che si chiama “Vista Chinesa” ma a piedi non ci saremo mai arrivati perché era molto lontano (non lo sapevamo), per fortuna ci siamo fermati a chiedere informazioni ed il signore quando ha sentito che volevamo andare fino a li ci ha detto che era molto lontano e che ci dava un passaggio lui, era un carabiniere, cosí lo abbiamo ringraziato e ci siamo fidati; e meno male perché era davvero molto lontano!! Arrivati li abbiamo potuto godere della grandiosa vista, da qui si vede tutta Rio de Janeiro, il Pao de Azuçar ed il Cristo, ne è valsa veramente la pena, anche se il Cristo ci ha fatto un po’ penare perché si nascondeva dietro le nuvole. Alla fine però, siamo riusciti a fargli una foto.

Pano Rio de Janeiro

Alla sera siamo andati con David a fare una passeggiata per Santa Teresa, qui c’è un ambiente tranquillo ma allo stesso tempo ci sono molti locali e con molta gente che beve qualche cosa in strada; ci è sembrato un posto molto gradevole.

4. Altre bellezze di Santa Teresa

Il giorno successivo abbiamo continuato la nostra visita di Santa Teresa, siamo andati a vedere il Parco de las Ruinas e poi la famosa scala di Selarón, è un posto incredibilmente originale, l’artista ha decorato, e sta ancora lavorando, una scala enorme con piastrelle la maggior parte rosse in maniera da fare lo sfondo rosso, poi ha messo in mezzo varie piastrelle con disegni e fumetti fatte da lui con un personaggio che è una donna nera che racconta la storia della città, e non mancano piastrelle da tutto il mondo, ce ne sono di 180 paesi e non mancavano quelle di Barcellona, quelle Ungheresi ed anche quelle di Padova e Venezia, troppo forte!!!! Abbiamo parlato con l’artista che dice che la gente afferma che questa scala è più bella del Parco Guell di Barcellona;mah.

Scala Selaron

5. Il Pao de Azúcar e le luci di Río

A mezzogiorno abbiamo salutato David e siamo andati a casa di Hilton, un ragazzo di couchsurfing che Rachele aveva conosciuto due anni fa a Oporto. Arrivati a casa sua, Hilton, ci ha fatto una grande sorpresa, dato che lui se ne doveva andare a Buenos Aires e sarebbe rientrato il giorno in cui noi partivamo, ci ha lasciato l’appartamento. Ci è dispiaciuto molto non poter passare tempo con lui ma allo stesso tempo non capita tutti i giorni mentre si viaggia di poter godere di tanta privacy, in più l’appartamento di Hilton è molto bello e si trova in una buona zona di Rio. Abbiamo approfittato del regalo e ci siamo goduti il nostro soggiorno 5 stelle a Rio de Janeiro. Verso sera siamo andati a vedere il Pao de Azuçar che sono due colline da cui si può vedere la città. Per arrivarci c’è un teleferico che però é molto caro, per fortuna David ci aveva dato una dritta: alla prima collina si può salire a piedi (ci si mette mezzoretta), per salire alla seconda si deve per forza prendere il teleferico (si paga andata e ritorno). Se poi si scende dopo le 19, il primo teleferico non si paga. Grazie a David ed ai suoi consigli ci siamo risparmiati un soldino. Dall’alto del Pao de Azuçar si vede tutta Rio de Janeiro nel suo splendore: le spiagge, il Cristo, le strade ed anche le favelas. Qui abbiamo visto il tramonto, ci siamo rimasti un’oretta e mezza ed abbiamo potuto vedere tutti i colori del tramonto e tutte le luci della città accendersi lentamente, bellissimo.

Vista del Pane di Zucchero

Tramonto a Rio de Janeiro

6. Passeggiando per le spiagge emblematiche di Río

Il sabato mattina ci siamo svegliati sotto la pioggia, abbiamo fatto le cose con calma, e dopo pranzo, quando smise di piovere, abbiamo preso un autobus e siamo andati alla spiaggia di Ipanema, una delle spiagge più famose della città. Nonostante non ci fosse molto sole, la spiaggia era piena di gente. Abbiamo camminato lungo tutta la spiaggia di Ipanema, abbiamo bevuto un acqua di cocco, qui ti danno direttamente il cocco, ed abbiamo continuato la nostra passeggiata in un’altra spiaggia molto famosa: Copacabana. Copacabana è una spiaggia urbana molto grande, e non è strano vedere bambini giocare a pallone (è capitato che qui i manager del calcio vengano a vedere i bambini giocare e li selezionino per giocare in squadre vere). Copacabana è sempre piena di persone che fanno sport, giocano a beach volley, corrono o si siedono ad un bar.

Bambini che giocano a calcio a Copacabana

La domenica siamo rimasti a casa tutto il giorno perché pioveva. Solo alla sera siamo usciti per incontrarci con Clarissa, la figlia della moglie dello zio di Rachele. Con Clarissa e la sua coinquilina abbiamo bevuto una birra e mangiato temaki (un piatto giapponese); abbiamo passato una serata divertente e piacevole. Clarissa è una ragazza giovane, molto gentile e carina.

7. Favelas, l’altra faccia di Río de Janeiro

L’ultimo giorno della nostra permanenza a Rio de Janeiro smise di piovere ed abbiamo potuto approfittare per passeggiare lungo il lago vicino alla spiaggia di Ipanema e dare l’ultimo saluto alle spiagge più popolari di Rio de Janeiro: Ipanema e Copacabana. Il pomeriggio ci siamo trovati con David che ci ha portato a vedere la favela di Santa Marta. Questa favela è pacifica, quindi non pericolosa ed i turisti sono bene accetti. E’ una esperienza abbastanza dura vedere le condizioni in cui vivono queste persone. In questa favela c’è anche una statua di Michael Jackson perché fece un videoclip per attirare l’attenzione della gente sulla condizione esasperante che c’è in questi posti.

Favela Santa Marta

Alla sera Rachele è uscita un’altra volta con Clarissa ed Eduarda, una sua grande amica, si sono divertite molto e le ragazze sono state super carine, le hanno perfino fatto un regalo, anzi due, le hanno regalato due spille di Rio in ricordo di questo soggiorno.

L’ultimo giorno abbiamo spettato Hilton a casa, lo abbiamo ringraziato e, mentre lui è andato al lavoro, noi siamo andati all’aeroporto, destinazione Salvador de Bahia!!!
Rio de Janeiro ci è piaciuta molto, è una città piena di vita e non è tanto pericolosa come la descrivono. Ci ha fatto una buona impressione e la gente che abbiamo incontrato è stata molto gentile e ci ha aiutato molto.
David, grazie moltissime di tutto l’aiuto che ci hai dato, della tua disponibilità e ospitalità!!!!!!
Hilton, grazie per lasciarci l’appartamento e per la tua totale fiducia, speriamo di vederti un po’ di più la prossima volta!!!!!!!!!!

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