Verso le 15.30 con il nostro amico tedesco Eyke abbiamo preso un taxi per arrivare al porto. Arrivati li ci siamo messi in fila per salire sulla barca ma, al controllo di sicurezza ci hanno rimandato indietro, apparentemente dovevamo passare per un banchetto in cui ti davano un braccialetto con scritto il nome della barca. Con il braccialetto ritornammo all’imbarco e sorpresa sorpresa era chiuso. Erano le 16.30 ed abbiamo dovuto aspettare fino alle 18 per imbarcare. Una volta saliti nella Liberty Star, Eyke si è diretto dove nell’area in cui si dorme con l’amaca e noi siamo andati nella nostra cabina.

Amache nella barca che naviga nel fiume amazzonia

La cabina era più piccola di quello che pensavamo i nostri zaini ci stavano appena!! La partenza era prevista per le 18, in realtà abbiamo dovuto aspettare che caricassero merce di alcuni camion. Quando sembrava che avessero finito di caricare e si potesse salpare ne arrivò un’altro uffff no, partivamo più!!!! Finalmente dopo 3 ore e mezza di ritardo lasciammo Belém. Abbiamo cenato con i nostri panini nella nostra cabina, che aveva aria condizionata, ed abbiamo visto un film prima di dormire.

La notte fu tranquilla, la barca non si muoveva particolarmente ed abbiamo potuto dormire abbastanza bene. In una barca come questa non c’è molto da fare, abbiamo approfittato per scrivere i post che ci mancavano, per vedere serie tv, fare nuove amicizie e finire tutto quello che avevamo lasciato in sospeso. Rachele ha fatto anche un gattino con l’uncinetto. All’inizio pensavamo di annoiarci ma alla fine quasi non siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo previsto. Abbiamo conosciuto nuovi amici e con loro abbiamo passato la maggior parte del tempo parlando, ridendo e bevendo birra. Siamo stati con Eyke, il ragazzo Tedesco che avevamo conosciuto nell’ostello, con Lili una ragazza Ungherese che vive in Germania, con Ori un ragazzo Israeliano che sta viaggiando dopo tre lunghi anni di servizio militare e Lotti e Mark una coppia di scozzesi che stanno viaggiando per il Sud America dopo aver trascorso 2 anni in Nuova Zelanda.

Ci siamo divertiti molto, anche perché a parte di aver condiviso le nostre avventure di viaggio avevamo anche qualche passione in comune. A Ori piace molto la fotografia ed abbiamo approfittato per fare qualche bella foto in compagnia, a Lili piace fare braccialetti così lei e Rachele si misero a lavorare assieme una con i braccialetti e l’altra con l’uncinetto; si sono perfino scambiate i fili colorati in maniera che ognuna avesse più colori. Con Eyke abbiamo condiviso chiacchierate interessanti su molti argomenti. Siamo stati molto fortunati ad incontrarci perché pensiamo che alla fine tutti lo abbiamo passato meglio!!!!! Trascorrere tante ore in una barca nella quale non c’è molto da fare, può diventare molto lungo e noioso se non si trovano le persone giuste!!

Tutto il tragitto eravamo contro corrente, questa fu la ragione per la quale molte volte passavamo vicino alle sponde del fiume, da qui abbiamo visto per la prima volta la foresta amazzonica e le case di palafitte molte delle quali erano abbastanza sott’acqua a causa dell’epoca di pioggia in cui siamo. Ci siamo fermati in vari paesetti come Breves, Mont Alegre e Prainha. Qui si caricavano merci e/o passeggeri, normalmente ci fermavamo in media tra i trenta minuti e due ore.

case lungo il fiume amazzonia

case innondate amazzonia

Famiglia nell'amazzonia

Mentre navigavamo, a volte ci si agganciavano barche di piccole dimensioni per caricare merci in corsa, altre volte ci si agganciavano barche con dei bambini che si arrampicavano sulla barca per vendere frutta e pane o semplicemente si avvicinavano per vedere se qualcuno gli lanciava qualche cosa. Ci ha fatto effetto vedere delle barche così piccole con a volte anche solo un bambino avvicinarsi.

Bambini nel fiume amazzonia

Quando ci siamo fermati a Breves la barca abbiamo attraccato ad alcuni metri di distanza dal pontile e per scaricare la merce hanno messo una tavola di legno che faceva da ponte. Bambini e uomini si sono arrampicati nella nostra barca per vendere pane, frutta e gelato. Fu molto divertente vedere come si passavano le cose e come si arrampicavano sulla barca.

Venditori di frutta e pane

Due barche piccoline a remi si misero tra la nostra barca ed il pontile, in una c’erano una mamma con due bambini e sull’altra c’erano tre bambini; tutti aspettavano un soldino. Anche noi, siccome ci facevano tenerezza, gli abbiamo lanciato una moneta. C’era anche un bambino molto carino che sorrideva a tutti quanti, anche a lui abbiamo tirato una monetina ma purtroppo è caduta in acqua, per fortuna che poi Mark, il nostro vicino si cabina scozzese, gliene ha tirato un’altra, almeno così il bimbo non è rimasto senza niente.

Nella barca servivano pranzo e cena (naturalmente non incluso nel prezzo del biglietto) e, anche se il primo giorno abbiamo perso il pranzo (era tra le 10.30 e le 13, ma chi mangia alle 10.30??????) i giorni successivi abbiamo sempre fatto almeno un pasto decente. Le cameriere erano molto antipatiche solo si salvava una ragazza giovane. In generale tutto l’equipaggio era poco gradevole, non ti sorridevano nemmeno a pagarli!!!

L’ultima mattina dalla barca abbiamo visto i delfini rosa, erano enormi e bellissimi!!!!

Ciò che fu abbastanza sgradevole è che nemmeno l’ultima sera sapevano darci informazioni sicure sull’orario di arrivo e sul tempo in cui la barca sarebbe stata attraccata al porto di Santarém. Dato che la barca continuava il tragitto fino a Manaos, non ci sarebbe piaciuto rimanere li. Per non perdere la fermata di Santarém e tirare dritto fino a Manaos, l’ultima notte abbiamo dormito malissimo e pochissimo. Alle tre della mattina con un giorno e mezzo di ritardo siamo arrivati a destinazione, alla fine sciamo scesi dalla barca alle 7. Abbiamo fatto colazione per l’ultima volta con tutto il gruppo e ci siamo salutati. La giungla ci aspetta!!!!

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