Scritto da Rachele Cervaro
Il Perù è una di quelle destinazioni che sorprende ad ogni tappa, e il nostro viaggio ci ha portato a scoprire paesaggi molto diversi, dalle coste di Lima alle spettacolari rovine di Machu Picchu. Lungo il percorso abbiamo incontrato luoghi ricchi di storia e cultura, come la vivace città di Cusco, antica capitale Inca, e la suggestiva Valle Sacra, dove la tradizione si mescola con panorami incredibili.
Oltre ai paesaggi, questo paese ci è rimasto nel cuore anche per la sua gente accogliente e le storie condivise durante il cammino. Il viaggio non è stato solo una sequenza di luoghi straordinari, ma una continua scoperta di come si vive e si sente il Perù in ogni sua regione.
In questo diario ti raccontiamo com’è stata la nostra esperienza giorno per giorno, quali posti ci hanno colpito e quali consigli pratici abbiamo imparato per visitare questo paese con calma e curiosità.
Lima Limon! – Ica e Huacachina
Il viaggio per arrivare a Lima è stato molto lungo. Siamo partiti alle 4 della mattina da Manaus ed abbiamo fatto scalo a Panamá. Se uno guarda la cartina, non è esattamente la connessione più veloce, ma era quella di gran lunga più economica.
Lima
A Lima ci aspettavano Veronica e suo Marito Philip. Veronica è un’amica di Gábor conosciuta a Barcellona. Arrivare a Lima con il cielo grigio e con un po’ di freddo dopo il sole ed il calore dell’Amazzonia è stato un impatto non da poco. Qui è inverno ed in inverno a Lima il sole si vede molto raramente. Ci sono nuvole grigie costanti e molta umidità. Per fortuna con Vero e Philip eravamo in buona compagnia.
A pranzo ci portarono in un bel ristorante dove abbiamo potuto provare piatti tipici Peruviani; abbiamo mangiato maiale saltato con verdure e ají di gallina che è carne di gallina con una salsa tipica, il tutto accompagnato dalla chicha morena che è una bibita che si ricava dal mais nero, si mais nero, strano ma vero!!! Il primo giorno eravamo talmente stanchi che il resto del pomeriggio lo abbiamo trascorso in casa ed il secondo giorno fu più o meno uguale, solo uscimmo per pranzare e comprare qualche cosa al supermercato.
Il giorno successivo ci siamo dati da fare per vedere Lima. Abbiamo preso un taxi, qui sono molto economici e dato che con gli autobus non si capisce nulla perché non sono molto organizzati, il taxi è l’alternativa migliore. Abbiamo trascorso la giornata passeggiando per il parco dell’amore in cui c’è una bellissima statua che si chiama il bacio, il parco è sul mare che però quasi non si vede dal grigiore.
Abbiamo passeggiato nei dintorni del Parco Kennedy nel quartiere Miraflores che è il quartiere più turistico e in cui ci sono moltissimi negozi. Rachele aveva proprio voglia di vedere negozi dopo tanta natura hahaha!!!! Per pranzo abbiamo mangiato un favoloso menù con piatti tipici del paese ad un prezzo molto buono 2-3 eur.
L’ultimo giorno a Lima siamo andati a visitare il centro storico. In centro si può arrivare con il metropolitano, un bus che ha la sua corsia preferenziale. Nel centro per prima cosa siamo andati a vedere la piazza de Armas in cui c’è la cattedrale, la sede del governo Peruviano ed altri edifici importanti.
Abbiamo passeggiato un bel po’ per di qui e siamo andati anche a vedere il quartiere cinese che è un quartiere molto movimentato. L’ultima sera con Veronica e Philip siamo andati al quartiere Barranco a bere una cosa. Barranco è considerato il quartiere boemo di Lima, qui ci sono molti bar e discoteche. C’è anche un ponte molto bello che si chiama ponte dei sospiri (lo avranno copiato da noi!!!!) e c’è anche un punto panoramico da cui si vede l’oceano.
Riserva Naturale di Paracas
Finalmente arrivò il fine settimana ed abbiamo potuto stare un po’ con i nostri amici. Con Vero e Philip siamo andati a Ica. Per la strada ci siamo fermati alle isole Ballestras, che peró non abbiamo visitato perchè chiedevano un sacco di soldi e sinceramente per vedere leoni marini e alcuni volatili che giá avevami visto in Ushuaia non ne valeva la pena. Passammo quindi delle isole Ballestras e siamo andati a vedere la Riserva Naturale di Paracas, dentro della quale si puó entrare con la macchina. Qui abbiamo visto delle colline di differenti colori, una spiaggia rossa ed una formazione rocciosa che chiamano la cattedrale ma che purtroppo è stata parzialmente distrutta dal terremoto del 2007.
Huacachina
Continuammo il nostro cammino per Ica, qui abbiamo provato il famoso pollo Peruviano slurp slurp e ci siamo diretti a Huacachina per trascorrere la notte. Ica è una cittá piccola rispetto alla quantitá di abitanti che ci vivono e per questo è molto caotica. Meglio rimanere in Huacachina. Huacachina è un’oasi nel mezzo del deserto e qui si possono fare molte attivitá come ad esempio sandboard, basicamente snowboard nella sabbia.
Per nostra sfortuna siamo capitati su un ostello in cui, il propietario non ci aveva avisato, la stessa notte c’era una festa e c’è stata musica ad alto volume fino alle 7 della mattina quindi di dormire non se ne parlava. La mattina siamo andati a fare colazione e con Veonica e Philip siamo andati a fare un giro nelle dune, chiaramente Gábor non ha resistito alla tentazione di scalare la duna piú alta per vedere la vicina cittá di Ica.
Salutammo i nostri amici e i sedemmo in un ristorante per pranzare e passare il resto del pomriggio nell’attesa di prendere il bus per Cusco. Altre 17 ore di viaggio ci aspettano, giá ne sentivamo la mancanza….
Cusco e la Valle Sacra “Valle Sagrado”
A Cusco ci aspettava una giornata splendida con un sole spettacolare ed un clima tutt’altro che freddo. Ci avevano messo in guardia perchè apparentemente i giorni anteriori al nostro arrivo aveva piovuto e faceva freddo. Cusco si trova a 3400 metri, è una valle nel mezzo delle Ande e respirare non è faclie; qui inizió la nostra relazione con la coca che abbiamo preso sotto forma di the e caramelle e funziona davvero!! In questa epoca è autunno, quindi la stagione fredda si sta avvicinando a grandi passi. Effettivamente durante il giorno il sole riscalda molto ma la notte il freddo si fa sentire.
Cusco è stata la capitale dell’impero Inca e qui si puó riconoscere chiaramente la presenza di questa popolazione; molte case sono state costruite sopra muri Inca. Abbiamo alloggiato a casa di Willy un’amico di couchsfing che è anche una guida turistica. Willy ci aiutó moltissimo e ci consiglio magnificamente sulle cose che si possono fare attorno a Cusco ed anche su tutte le possibilitá per andare al Machupicchu. Ospiti di Willy c’erano anche una coppia di ragazzi francesi Thomas e Flora con i quali abbiamo condiviso varie cene in casa. Il primo giorno l’unica cosa che abbiamo fatto è stato fare una passeggiata per il centro della cittá in cui ci sono varie piazze molto belle, chiese antiche e stradine strette.
Il giorno successivo ci siamo alzati tardi e siamo usciti direttamente per pranzare. Con Flora, Thomas, Willy e la sua ragazza, siamo andati al mercato a mangiare un brodo di gallina ben caldo e saporito, con una gallina di casa super buona!!!!!
Il pomeriggio siamo andati a visitare Saqsaywaman, una rovina Inca vicino a Cusco che si puó raggiungere a piedi. Saqsaywaman è una fortezza grande con muri di pietra che rappresentano i denti del puma uno degli animali sacri per gli Inca. Quando si arriva in un posto come questo viene spontaneo chiedersi come i Quechua piccolini e magretti possano avere trasportato fino a queste altezze delle pietre cosí grandi. Infatti la fortezza è costruita sopra una collina da dove si gode una vista favolosa della cittá.
Il terzo giorno siamo andati a fare una escuesione per la Valle Sacra degli Inca con un tour organizzato. Il paesaggio in queste zone è meraviglioso, ci sono momtagne molto alte da tutti i lati ed il fiume sacro che scorre nel mezzo. Abbiamo visitato Pisaq, una cittá Inca, che come la maggior parte delle cittá Inca si trova in cima di una montagna. Pisaq era una cittá grande ed importante che aveva un ruolo importante e strategico di controllo grazie alla sua posizione. Alcune case sono ancora in buono stato e le terrazze che venivani usate per coltivare nella montagna sono ancora perfette.
La successiva rovina che abbiamo visitato è stata Ollantaytambo. Questa cittá viene chiamata cittá Inca vivente perché sono stati messi dei tetti alle antiche case Inca quindi le pietre sono ancora quelle e perfino i canali di scarico a cielo aperto sono rimasti intatti e vengono usati diariamente. Vicino alla cittá si trova una fortezza con un tempio molto importante per l’epoca. Questa fortezza ha la forma di un lama e con un po’ di immaginazione si puó riconoscere. Nella montagna di fronte gli Inca scolpirono la faccia stilizzata di un Inca ed il 21 giugno durante lo solstizio d’ inverno il primo raggio di sole attraversa esattamente l’occhio della figura Inca illuminando un punto ben preciso del tempio. Le foto che ci hanno fatto vedere di questo fenomeno ti fanno venire la pelle d’oca!!! Questi Inca erano dei piccoli geniiii!!!!!!
Al ritorno ci siamo fermati a Chinchero dove alcune ragazze appartenenti ad una comunitá, vestite con vestiti tradizionali, ci hanno fatto vedere come tingere i differenti tipi di lana con colori naturali e come tessere. Gábor indovinó una resposta e vinse una foto con una delle ragazze.
Due giorni dopo, di rientro da una esperienza fnatastica vissuta in una comunitá che vi racconteremo nel prossimo post, ci siamo fermati a vedere altre rovine. La prima è stata Tambomachay dove alloggiavano le persone Inca piú importanti, in cui ci sono delle fonti di acqua sacre. Vicino c¡è la rovina di Puka Pukara che era una fortezza ed un magazzino. Qui abbiamo assistito ad uno spettacolo incredibile di luci al tramonto.
L’ultima rovina che abbiamo visitato è stata Q’enqo che era un santuario sacro dove si mummificavano i morti; qui c’è una cova in cui c’è una specie di altare che veniva usato come tavola per mummificare. C’è una specie di galleria di pietre aperta nella parte superiore. Appena siamo entrati siamo stati travolti da un’energia incredibile. All’inizio abbiamo notato un po’ di trastorno nella testa, poi abbiamo iniziato a sentire l’energia anche nelle mani. Non ci era mai successo nulla di simile… è stato un momento molto speciale.
Abbiamo potuto visitare solo una piccola parte dell’ereditá che gli Inca hanno lasciato a Cusco e nella Valle Sacra, ma è stato sufficiente per poter apprezzare ció che questa fantastica civiltá ha lasciato. Cusco e la Valle Sacra ci sono piaciuti moltissimo, meriterebbero molto piú tempo ma un giorno ritorneremo!!!
Vivendo in una comunitá
Da Cuzco abbiamo preso un van in direzione Ollantaytambo, volevamo andare a Patacancha una comunitá che ci aveva raccomandato Willy nella quale si puó vivere con persone locali e condividere il loro stile di vita. Arrivati a Ollantaytambo abbiamo mangiato e siamo andati a comprare zucchero e pane da portare alla comunitá.
Ci avevano raccomandato di non portare dolci e caramelle, per via dei denti dei bambini che si possono cariare, e di portare al loro posto zucchero, farina o pane. A Ollantaytambo abbiamo iniziato a verificare la maniera per arrivare alla comunitá che si trova a 3800 metri di altezza sopra il ivello del mare, abbiamo scoperto che a quell’ora non c’erano van che ti portavano fino a li ed un taxi costava un botto! Che facciamo? Per fortuna l’agente di polizia al quale avevamo chiesto informazioni ci fece caricare nel 4×4 dell’incaricato del comune che andava alla comunitá.
Gli incaricati del comune vanno nelle comunitá, solo una volta al mese per portare farina e latte alle famiglie con bimbi minori di 6 anni. Ci siamo fermati nella comunitá di Huilloc, qui c’era un altro furgone del comune, quello del medico. Tutte le donne e bambini della comunitá erano li. Qui donne, bambini e uomini vestono con vestiti tipici molto colorati.
Quando siamo arrivati i bambini ci guardavano mentre agli adulti non importava la nostra presenza; alla fine abbiamo scoperto che i bambini piú che noi guardavano la jeep del comune. Le ragazze del comune iniziarono a distribuire farina e latte, mentre noi facevamo foto.
Abbiamo parlato un po’ con il medico che ci spiegó che queste comunitá sono molto povere, le persone vivono di ció che coltivano, basicamente patate (in questa zona non cresce niente altro) e degli animali che allevano come pecore, conigli e maiali. Siamo rimati a Huilloc quasi due ore ed alla fine abbiamo fatto amicizia con quasi tutti i bambini.
Erano molto curiosi di vedere le foto che gli scattavamo e venivano apposta per farsi fare una foto per poi vederla nel lcd. Si divertivano un sacco!!!! I bambini andavano e venivano, ed alcuni sono rimasti con noi abbastanza tempo. C’erano tre bambine molto carine che ci sorridevano un sacco; gli abbiamo fatto molte foto e loro si divertivano un mondo con noi!!!
In questa zona non sono molto abituati a vedere persone estranee alla comunitá. In tutto il gruppo di persone a parte i bambini, c’erano donne, alcune delle quali aspettavano il loro turno sedute, altre parlavano tra di loro ed altre filavano la lana.
Tutti i vestiti se li fanno loro. Non comprano nulla, dai lama recuperano la lana, la tingono, la tessono e fanno i vestiti. E’ incredibile e bello pensare che nel 2012 ci siano ancora comunitá che conservano intatta la propria cultura. Del resto i paesi fanno di tutto per mantenerla tale e quale. L’esperienza in questa comunitá è stato qualche cosa di indementicabile!!!
Verso le 17.00 arrivammo a Patacancha, la comunitá nella quale saremo rimasti per un giorno e una notte. A differenza di Huilloc, qui non c’era nessuno ad aspettarci, nessuno sapeva che saremo arrivati. Una delle ragazze del comune andó a chiamare il responsabile della comunitá e sacricammo la farina ed il latte in un magazzino in maniera che il giorno successivo il responsabile lo distribuisse. Le ragazze del comune ci presentarono Juan, un signore che parla molto bene spagnolo (in queste comunitá si parla Quechua e sono poche le persone che parlano castellano). Juan a volte riceve persone a casa sua per fare ció che si chiama “turismo vivencia”.
Juan vive in una casetta di fango che si é fatto lui. All’inizio viveva, con sua moglie Elena, in una casetta piccolina di solo una stanza nella quale in una metá c’era lo spazio per accendere il fuoco con la legna e cucinare e nell’altra metá, nella parte superiore c’erano i letti en ella parte inferiore vivevano i conigli e i cani. Le parole di Juan sono state:”vivevamo tutti e due qui con i nostri animali”. Quando nacque Alberto, il primo figlio, Juan cominció a costruire al lato della prima casa una casa piú grande.
Oggi la famiglia è composta da Juan, Elena, Alberto, Rolando e la piccola Madaline e la vecchia casa è rimasta in uso come cucina e casa per gli animali. Noi abbiamo dormito in una piccola stanza molto accogliente che Juan ha costruito davanti a casa sua. A questa altitudine fa un freddo incredibile e nessuno di loro indossa calzini e tutte le donne portano la gonna senza calze. La realtá è che perfino i bambini hanno il viso bruciato dal sole e dal freddo ed i piedi e le gambe molto secche. A noi davano un po’ di pena, peró questa è la loro cultura e bisogna rispettarla. Con Juan e la sua famiglia siamo stati benissimo. Alberto è un bravissimo chef e ci preparó una zuppa molto buona, ovviamente con patate.
Quel giorno nella comunitá c’era un problema importante da risolvere, due ragazzi innamorati bigiarono la scuola e presero il van per Ollantaytambo; durante il tragitto il van fece un incidente e le madri si dicevano una all’altra che dovevano controllare al proprio figlio/a. Per questo grave problema si fece una riunione di comunitá la sera ed un’altra piú ristretta la mattina.
Abbiamo mangiato minestra di patate e carote, per colazione pranzo e cena. Anche se le patate erano di diversi tipi differenti, sempre patate erano jajaja!!! Tutti i bambini della famiglia sanno accendere e mantenere vivo il fuoco per cucinare ed Alberto, il piú grande, sa anche cucinare. La cosa piú sorprendente è che prende le pentole calde in mano senza nessuno straccio. Il giorno successivo siamo andati con Elena a pascolare le pecore e le mucche, Elena ci lasció soli con gli animali per circa venti minuti e Rachele quasi si perde 10 pecore che se ne andarono a pascolare sole per la montagna, per fortuna Elena arrivó e in un battibaleno le recuperó fiuuuuuuuuu!!!!!!!!!!!
Abbiamo giocato un po’ con la preziosa Madaline alla quale piaceva molto Gábor e siamo andati con Juan a selezionare patate per il pranzo.
Come giá vi abbiamo detto qui ci sono un sacco di varietá di patate differenti; per conservarle le mettono sotto la paglia e durano un periodo massimo di 6 mesi. Ogni tipo di patata serve per fare una minestra differente e secondo il tipo di minestra che si vuole fare si tagliano le patate in una maniera o in un’altra. Ci siamo sporcati tutte le mani, ma è stato molto interessante soprattutto quando arrivó la madre di Elena per aiutarci o meglio per controllare che selezionassimo le patate corrette.
Abbiamo mangiato come sempre nella cucina seduti nella terra (non c’è pavimento) sopra una pelle di lama. Dopo pranzo abbiamo salutato tutta la famiglia e siamo andati ad Ollantaytambo per rientrare a Cusco. Cosí si conclude la nostra fantastica esperienza nella comunitá. E’ stata una delle esperienze che piú ci hanno arricchito in questo viaggio!!! Queste esperienze ti fanno pensare e capire molto!!!! Adesso il Machupicchu ci aspetta!!!
Machu Picchu: Meraviglia del mondo
Di tutte le opzioni che ci sono per andare da Cusco a Aguas Calientes (la cittadina che serve come base per visitare il Machu Picchu), all’inizio pensavamo di scegliere l’opzione piú economica che sarebbe quella di prendere tre autobus differenti fino a Idroelettrica (il treno è carissimo). Grazie a Willy peró abbiamo incontrato una soluzione il cui costo era praticamente lo stesso senza dover cambiare vari autobus. Siamo partiti da Cusco la mattina in un furgone con dieci persone per arrivare a Idroelettrica.
Questo tragitto attraversa varie montagne ed in un punto siamo passati a 4400 metri per poi scendere a Santa Maria che si trova a 1500 metri; una bella prova per i nostri fisici. Da Santa Maria il tragitto prosegue per una strada di sassi molto stretta con un precipizio molto profondo al lato. Diciamo che gli autisti dei furgoni sono abituati a fare questo tragitto e vanno un po’ allegramente, ma ai passeggeri non fa molta voglia guardare fuori dal finestrino. Ci siamo fermati per pranzare a Santa Teresa ed abbiamo ripreso il viaggio per la Idroelettrica che ormai era molto vicina.
Per arrivare a Aguas Calientes ci aspettava una camminata di due ore e mezza lungo i binari del treno. La camminata è stata abbastanza divertente eravamo con un bel gruppo di persone e l’ultima parte l’abbiamo fatta che ormai era buio e tuttiavevamo le lanterne nella testa. Arrivati a Aguas Calientes abbiamo incontrato a Wilhem, la nostra guida. Dopo aver preso possesso della stanza siamo andati a cenare tutti assieme, Wilhem ha dato le direttive per il giorno seguente e siamo andati a nanna presto.
il giorno successivo sveglia alle 4, alle 4.30 giá stavamo camminando verso il punto di controllo per entrare nel recinto del Machu Picchu. Ci aspettava un trekking tutto in salita che in totale duró un oretta e fu meno difficile di ció che pensavamo. Alle 6 giá eravamo in cima per incontrarci con tutto il gruppo e con Wilhem. Entrati al Machu Picchu ci siamo diretti verso il punto piú alto per poter vedere il sole spuntare da dietro le montagne. E’ stato un momento magico vedere come i raggi del sole poco a poco illuminavano questa fantastica cittá Inca!!
Abbiamo poi seguito Wilhem in un tour per la cittadina Inca che è veramente un posto impressionante. Visitando le rovine ed ascoltando le storie e le spiegazioni, si fa un viaggio immaginario nel passato. Dopo la visita guidata ci siamo diretti al Wayna Picchu, la montagna che si vede in tutte le foto del Machu Picchu.
Qui possono entrare solo 400 persone al giorno con prenotazione (prima erano le prime 400 che arrivavano). L’ascesa l’abbiamo fatta con Yassun una ragazza Turca del nostro gruppo. La salita è abbastanza ripida con scalini sempre piú stretti a mano a mano che si sale. Iil panorama peró è incredibile, magico, e tutto lo sforzo ne vale la pena!!!
Abbiamo salutato Yassun ed abbiamo proseguito il cammino verso il tempio della luna dove non c’era nessuno; solo pochi turisti vengono fino a qui anche perchè è un percorso abbastanza duro e tutto in discesa. Questo tempio si chiama della luna perchè solo la luce della luna arriva ad entrare, il sole non entra mai.
Da qui ci toccó un’altra salita fino ad arrivare nuovamente al Machu Picchu. A quest’ora del pomeriggio c’erano poche persone ed abbiamo potuto ripercorrere i luoghi che piú ci avevano interessato in tutta tranquillitá. Siamo anche andati a vedere il ponte dell’Inca e poi ci siamo seduti un po’ nel prato per goderci la magia di questo posto unico al mondo!!! Quando ci buttarono fuori, siamo scesi per lo stesso percorso che avevamo fatto la mattina ed, arrivati a Aguas Calientes siamo morti nel letto. Il Machu Picchu è un posto favoloso e magico!!!! Vale proprio la pena di andarlo a vedere!!!!
Il giorno successivo ci siamo alzati in tutta tranquillitá, siamo andati a fare colazione ed abbiamo ripreso il cammino lungo i binari del treno per andare a prendere il furgone di rientro. Durante la camminata abbiamo incontrato Lili, la ragazza Ungherese che avevamo conosciuto nella barca da Belem a Santarem, che forte!!!!!
Arrivati al punto di incontro per rientrare a Cusco abbiamo scoperto che grazie all’organizzazione di cacca, non c’era posto per noi, sembrava che fossimo destinati a rimanere li; meno male che dopo aver discusso con l’autista e parlato con l’agenzia facemmo pena all’autista che chiese al gruppo se ci fossero problemi se ci portava fino a Cusco seduti nel corridoio del van. Era un bel gruppo e tutti accettarono all’unanimitá. C’era anche un ragazzo catalano co il quale Gábor si e fatto una partita di ciaccole, ed una coppia di ragazzi argentini (Seba e Agus) con i quali conicidevano i nostri programmi e che saranno i nostri compagni di viaggio per un po’.
Gli inconvenienti non erano ancora finiti, e come per magia nemmeno farlo apposta cuando arrivammo a 4400 metri di altezza si bucó una ruota e dovemmo fermarci con un freddo cane. Il panorama del monte Veronica illuminato dalla luna e dalle stelle era qualche cosa di incredibile. Contemplammo il panorama abbastanza a lungo dato che l’autista del van non aveva la chiave per cambiare la ruota ed abbiamo dovuto fermare delle auto perchè ci aiutassero. Come logico peró la strada non era molto trafficata quindi l’attesa non fu proprio corta. Alla fine arrivammo a Cusco tardi e stanchi morti, ma il tutto ne è valsa la pena.
L’ultimo giorno a Cusco ci siamo rilassati, siamo andati a mangiare un brodo di gallina al mercato, siamo andati a vedere uno spettacolo folclorico, abbiamo comprato cosette ed abbiamo cenato pollo peruviano. Ci siamo anche accordati con Agus e Seba per andare assieme ad Arequipa. Grazie Willy per la tua ospitalitá!!!
Arequipa ed il Canyon del Colca
Come vi abbiamo raccontato nel post precedente, rientrando dal Machu Picchu abbiamo conosciuto Agus e Seba, una coppia di Argentini, e dopo esserci accordati siamo partiti assieme per raggiungere Arequipa con la loro macchina. Fin dall’inizio ci siamo sentiti bene in compagnia dei nostri nuovi amici e la settimana che abbiamo passato assieme è stata molto divertente e piacevole. Nel tragitto per Arequipa ci siamo fermati a mangiare in un paesetto che sembrava appena uscito da una guerra nucleare, la maggior parte delle case non erano finite.
Arrivati ad Arequipa l’ostello, che i ragazzi avevano contattato, era pieno e la proprietaria ci sistemò nell’hotel di sua sorella che, paragonato ai posti dove avevamo dormito fino ad ora, era un hotel a 5 stelle. Alla fine ci costò pochissimo ed eravamo a due passi dalla Piazza di Arma, la piazza principale della città. La prima sera siamo usciti a cenare nella Piazza di Arma; Arequipa ci è sembrata una bella città.
Il giorno successivo siamo andati in giro tutta la mattina cercando una soluzione per il nostro computer che sembrava più che morto. Quando alla fine ci eravamo convinti di comprare uno nuovo, abbiamo trovato un negozio con una persona molta onesta che lo ha aperto, pulito un po’ e ce l’ha restituito in ottima forma!!!
Alla faccia di quelli che ci avevano detto che era rotta la scheda madre!!!!! DISONESTI!!!!! Con il portafoglio che pesava tanto quanto prima, felici e contenti siamo andati con Agus e Seba a fare una passeggiata per la città, c’era una festa religiosa e nella strada attorno la piazza principale avevano fatto dei tappeti con sabbia colorata ed avevano messo vari altari attorno alla piazza.
Il centro di Arequipa è molto bello, ci sono un sacco di edifici e chiese tutti bianchi, per questo la città è anche chiamata città bianca e nello sfondo c’è il vulcano Misty .
Il giorno successivo iniziò la nostra avventura per arrivare al Canyon del Colca. Per la strada abbiamo fatto uno stop in un punto panoramico da dove si vedevano le montagne innevate che ci sono nella zona e prima di entrare nel Canyon ci siamo fermati a mangiare in un buffet a Chivay. Qui abbiamo provato carne di Alpaca ed altri piatti tipici Peruviani.
Ci siamo fermati nei vari paesetti lungo il cammino, a Maca abbiamo preso un caffè ed abbiamo parlato un po’ con la signora del chiosco che vendeva di tutto. Qui c’era anche un signore che aveva un’aquila andina stupenda, quando apriva le ali erano enormi e bellissime!!!!Ci lasciò prendere l’aquila in mano e farci fare alcune foto.
In questa zona il paesaggio è magnifico e noi ci siamo fermati più volte a contemplarlo. Siamo arrivati alla Croce del Condor al tramonto, normalmente qui i condor si vedono alla mattina presto ma noi a parte di goderci il tramonto in solitario in un posto incredibile come questo, abbiamo avuto anche la fortuna di vedere un condor passarci vicino!!! Magnifico!!!
In ogni caso il giorno successivo saremo ritornati qui di mattina. Alla fine verso sera siamo arrivati a Cabanaconde. Abbiamo trovato un ostello non male ed abbiamo parcheggiato l’auto nel parcheggio custodito della polizia. Il poliziotto è stato molto gentile a lasciarci mettere l’auto. Siamo andati a cenare e dopo cena abbiamo bevuto un colca sour, che è un cocktail fatto con il frutto del cactus, molto buono!!!!
Il giorno successivo ci siamo svegliati presto e siamo andati alla Croce del Condor. I condor si sono fatti desiderare un po’ ma alla fine dopo un’oretta di attesa sono apparsi e ne è valsa la pena. Ci sono passati vari condor molto vicino ed abbiamo potuto vedere la maestosità di questi animali. Abbiamo visto condor giovani che sono bianchi e neri e condor più vecchi che sono marroncino chiaro, anche le aquile sono venute a visitarci!!!! Uno spettacolo incredibile, adesso si che possiamo iniziare il trekking del Colca contenti!!!!
Abbiamo riportato l’auto a Cabanaconde al nostro amico poliziotto ed abbiamo iniziato il trekking nel secondo Canyon più profondo al mondo!!!!! La prima parte del trekking è stata di pura discesa fino in fondo al Canyon. C’era molto sole e nemmeno un po’ d’ombra ed abbiamo messo a dura prova le nostre ginocchia. Come tutto ciò che scende prima o poi sale, ed anche il nostro trekking doveva salire e ci è toccata una salita corta ma molto molto ripida che ci è costata un po’ di fatica. Finalmente ci siamo fermati in un paesetto a mangiare i nostri panini che fame!!!!!
Un po’ di discesa in più, e voilà, dopo sette ore di camminata siamo arrivati a Oasi nel profondo del Canyon dove abbiamo trovato un hotel per passare la notte.
Qui ci sono solo alloggi con piscina e niente altro, per fortuna, il ragazzo dell’hotel Cielo di nome Freddy, ci ha fatto un prezzaccio sia per la stanza che per la cena. Trascorrere qui la notte è qualche cosa di magico; il cielo è pieno di stelle e tutto attorno c’è solo il canyon niente altro, 3800 metri di pareti di roccia tutto attorno a te!!!!!
Durante la notte Gábor iniziò ad avere male un dente e gli venne anche la febbre. Quando ci siamo svegliati alle 4 della mattina per iniziare l’ascesa del canyon, Gábor non era in grado di camminare così ci siamo rimessi a letto ed abbiamo aspettato che facesse giorno per parlare con Freddy ed affittare 4 muli, uno per ciascuno, per rientrare a Cabanaconde. Nessuno di noi aveva mai montato un mulo e durante il viaggio con i muli non sono mancati gli inconvenienti. I muli di Gábor e Seba di nome rispettivamente Rock n’ Roll e Morena, si volevano mordere l’uno con l’altra. Preciosa, il mulo di Rachele ha fatto prendere un gran spavento a tutti, a certo punto ha deciso che voleva andare a mangiare de è uscita dal sentiero de è andata a finire in mezzo la montagna. La ciliegina sulla torta è stata che Seba scontrò il ginocchio contro una pietra. Alla fine arrivammo a Cabanaconde mezzi distrutti!!!!
A Cabanaconde abbiamo trascorso un po’ di tempo con una bimba di due anni vestita con vestiti tipici, molto coccola, che passeggiava con la sorella più grande ed un Lama piccolino che sembrava un peluche!!!
Arrivati ad Arequipa abbiamo trascorso il resto della giornata a letto guardando la tele. Ma la giornata non era finita e nemmeno le sorprese, alla sera ci siamo visti con i nostri amici di Mendoza Romina e Javi che anche loro stavano viaggiando in Perù e con i quali non eravamo riusciti a vederci prima. Date le condizioni di Gábor abbiamo organizzato un pigiama party con Javi e Romina a base di Big Mac Menu!!!! Almeno abbiamo potuto stare un po’ con loro; abbiamo guardato foto del viaggio, ci siamo raccontati le nostre avventure ed abbiamo trascorso una serata piacevole. Speriamo vederli presto magari al nostro passaggio a Mendoza.
Il nostro soggiorno ad Arequipa è finito ma il nostro viaggio con Seba e Agus continua, adesso tocca a Bolivia ed al lago Titicaca!!!!!
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